CIVITAVECCHIA – “La questione delle Municipalizzate di Civitavecchia rivesta un ‘carattere generale’, legato al presente ed al futuro economico e sociale del territorio, tale da imporre valutazioni e proposte di carattere sindacale confederale”. A parlare sono Cgil, Cisl e Uil, che tornano a manifestare tutta la loro preoccupazione per la situazione economica del Comune e di Hcs, con tutte le drammatiche ricadute, soprattutto in termini occupazionali, che ne possono derivare.
“Siamo adesso, purtroppo, davvero di fronte ad un precipizio che impone responsabilità concreta da parte dell’Amministrazione comunale e di tutte le forze politiche e sociali, a maggior ragione che troppo è stato il tempo perso in chiacchere e ‘scarica barile’, in nome di questo o quel ‘campanilismo’ da proteggere e a prescindere, quindi, dal merito, positivo o negativo, delle questioni – affermano in una nota congiunta Cesare Caiazza, Paolo Sagarriga Visconti e Giancarlo Turchetti – Chi realmente ha sbagliato e ha cagionato la situazione attuale all’interno del Gruppo HCS non dovrà rimanere impunito, ma questo non spetta a noi stabilirlo; ci sono le Istituzioni competenti, che hanno la titolarità di accertarne le responsabilità, perseguirlo, giudicarlo ed eventualmente condannarlo al risarcimento dei danni prodotti. Oggi, però, non ha senso fare moralismi, addossare colpe e rifiutare aiuti esterni se questi sono realmente finalizzati a dare una svolta alla situazione insostenibile venutasi a creare. Oggi chi governa Civitavecchia deve assumersi la responsabilità di agire in fretta riguardo le Municipalizzate e in modo sinergico con l’ausilio di chi, come il Sindacato, da sempre è presente sul territorio in maniera costruttiva con l’obiettivo di salvaguardia sociale e occupazionale”.
Che fare dunque? Da Cgi, Cisl e Uil arrivano quattro proposte. La prima: “L’amministrazione comunale deve rinunciare ad un atteggiamento ‘aristocratico e di superiorità morale rispetto al resto della politica locale”. La seconda: “Le forze politiche e sociali di opposizione debbono finirla, come sottolineato, con attacchi, spesso palesemente strumentali e pretestuosi, attraverso i quali si addossano all’attuale amministrazione comunale responsabilità e colpe ascrivibili almeno agli ultimi 10 anni di governo della cosa pubblica comunale”. La terza: “Amministrazione comunale e tutte le forze politiche e sociali, in maniera unitaria e armonica, devono attivare una cabina di regia, coordinata dalla Regione Lazio per le ragioni descritte nel punto successivo, finalizzata a fronteggiare una gravissima emergenza, resa ancora più drammatica dagli ulteriori tagli che il Governo Renzi sta disponendo, con il DEF, sugli Enti locali”. La quarta: “Occorre, infine, agire insieme rivendicando attenzioni diverse e dovute anche da parte delle Istituzioni sovradeterminate, quali, da un lato, il Sindaco di Roma, On. Ignazio Marino, il quale dal 1° gennaio 2015 è Sindaco dell’area metropolitana di Roma Capitale, quindi con una responsabilità diretta anche su Civitavecchia, e, dall’altro, da parte della Regione Lazio che, dopo le importanti attenzioni dimostrate nei confronti del territorio di Civitavecchia, anche attraverso l’istituzione di un Tavolo “inter assessorile” dedicato ai temi della crisi e dello sviluppo del territorio, deve essere chiamata in causa per evitare che Civitavecchia precipiti verso il declino industriale, produttivo e sociale con conseguenze negative sull’intera economia del Lazi”o.
La situazione è molto più grave di quanto venga descritta – concludono i tre rappresentanti confederali – le soluzioni ai problemi debbono basarsi su una pratica di “concertazione politica e sociale” inedita, di vera e propria “Unità politica e sociale territoriale”.










