CIVITAVECCHIA – In tanti. Allegri, rumorosi, motivati, preoccupati e indignati. Così si sono presentati stamattina gli studenti civitavecchiesi delle scuole superiori all’appuntamento con la protesta nei confronti della “Buona scuola” e del Jbs Act promossi dal Governo Renzi. Due riforme che per i ragazzi scesi in piazza oggi alimentano timori verso il loro futuro, fatto sempre più di precarietà, scarsa istruzione e sempre meno diritti. “Il nostro futuro non è uno slogan” è stato non a caso il “grido” lanciato nello striscione di testa del corteo, partito da via della Polveriera, intorno alle 9, e snodatosi coloratamente e pacificamente per la città, per concludersi in piazzale Guglielmotti. Insieme agli studenti anche una rappresentanza di docenti autoconvocati, dei Cobas e della Cgil. Giunti al Comune i partecipanti si sono riuniti in assemblea all’Aula Pucci, dove la Presidente del Consiglio Comunale Alessandra Riccetti ha portato i saluti dell’Amministrazione. Qui i ragazzi si sono confrontati nel merito dei contenuti della “Buona scuola”, contestando soprattutto la competizione tra docenti che si verrebbe a generare con il merito certificato dal cosiddetto “Nucleo di valutazione”, l’accentramento dei poteri nella figura del Preside manager, capace anche di assumere e licenziare i docenti, ma soprattutto l’ingresso dei privati nella scuola, sia all’interno degli organi amministrativi che nei bilanci. “La manifestazione di oggi è un punto di partenza – ha dichiarato a nome dell’Unione degli Studenti Matteo Moretti – la mobilitazione ora deve proseguire qui a Civitavecchia come in tutta Italia fino allo sciopero generale del prossimo dicembre, perché questa scuola non ci piace e la vogliamo cambiare. Vogliamo investimenti per l’istruzione e non ulteriori tagli, vogliamo partecipazione, condivisione. E vogliamo soprattutto una scuola pubblica”. (foto di Simone Cervarelli)













