“La volontà popolare espressa col referendum va rispettata e attuata”

fontanellaCIVITAVECCHIA – Con la sentenza di ieri la Corte Costituzionale ha ribadito con nettezza che la volontà popolare espressa col referendum non può essere annullata con espedienti legislativi ad opera di governanti e politici poco rispettosi delle regole democratiche.
E’ una grande vittoria dei 27 milioni di italiani che hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali, un’ altrettanto grande vittoria dei movimenti che hanno promosso la campagna referendaria e i successivi ricorsi contro le manovre di aggiramento della volontà popolare da parte del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi.
I cittadini dunque hanno espresso una volontà precisa, quasi un mandato vincolante, che non può essere tradito da nessuno: l’acqua e i servizi locali devono rimanere pubblici, perché sono beni essenziali destinati a soddisfare le esigenze primarie della collettività e in quanto tali non possono essere collocati sul mercato e assoggettati alle regole del profitto, non possono essere privatizzati come una merce.
Un vincolo stringente non solo per il legislatore ma anche per la politica e gli amministratori locali.
Con più forza perciò continuiamo a chiedere all’amministrazione comunale di uscire dall’ambiguità e di adottare una linea chiara a favore della gestione pubblica sia per quanto riguarda il servizio idrico sia per gli altri servizi, in particolare i rifiuti e i trasporti urbani, per i quali sembra preferirsi l’opzione privatizzazione.
Chiediamo che nello Statuto del Comune sia stabilito che l’acqua e i servizi necessari alla comunità siano qualificati beni comuni di appartenenza collettiva e sociale, non suscettibili di rilevanza economica.
Prima ancora di entrare nel merito dei problemi riguardanti la gestione dei servizi occorre rispettare una questione di metodo e di democrazia che dà il segno del vero cambiamento: sarebbe importante, per cominciare, che la gestione e il controllo dei servizi pubblici, in funzione di una ristrutturazione dell’organizzazione, del miglioramento dell’efficienza e della qualità, fossero oggetto di una ampia discussione promossa dall’amministrazione, aperta a tutti, utenti e lavoratori dei servizi, forze politiche e sociali. Le difficoltà si superano e si trova soluzione ai problemi solo mettendo sul tavolo in modo trasparente tutte “le carte”, sollecitando una grande partecipazione democratica alle scelte e ascoltando la voce del cambiamento proveniente dal basso.

Lista “Civitavecchia è tua”