CIVITAVECCHIA – Per le finali delle Olimpiadi della Cultura e del Talento, Premio Oriana Pagliarini, inizia il conto alla rovescia. Una manifestazione fortemente voluta dall’allora 1^ Circoscrizione e che man mano ha assunto un valore nazionale, tanto da ottenere il patrocinio del Presidente della Camera dei Deputati, di alcuni Ministeri e di tante Regioni d’Italia. Una manifestazione che richiama tanti giovani da tutta Italia ma a cui, per l’ennesima volta, una Amministrazione poco attenta come quella Moscherini non ha saputo, o voluto, dare risposta. Del resto, non dare spazio e credito a tutto ciò che viene ideato e progettato da quei civitavecchiesi che pensano esclusivamente a dare lustro alla propria città è ormai cosa risaputa anche fuori dai confini cittadini. Dopo il Carnevale, ormai distrutto, e non voglio entrare in polemica con la delegata alle politiche giovanili del Comune e sulle sue considerazioni riguardo il successo delle manifestazioni carnevalesche, la città, o meglio l’Amministrazione, ha volutamente perso, da ben due anni, l’opportunità di essere una vetrina culturale a livello nazionale. Forse perché non ideata da qualcuno vicino all’Amministrazione? Possibile, ma non vogliamo crederlo perché sarebbe una vera e propria ottusità politica oltre che una follia culturale. Ovviamente il merito ed il nostro plauso va a chi a questa manifestazione ha dato credibilità e a tutti quelli che si sono impegnati, finora, in questa manifestazione. Con la nostra speranza che la manifestazione possa crescere ancora e divenire un concorso a carattere europeo. Questa è la dimostrazione che i giovani civitavecchiesi, se stimolati e supportati correttamente sanno dare il meglio di se stessi. Basta poco. Basta solo la buona volontà. Quella che è mancata ormai da decenni.
Abbiamo, come città, un’opportunità fantastica per tirare nuovamente fuori la testa dalla sabbia e dalla melma in cui giacciamo: Abbiamo la possibilità che la cultura cittadina torni ad essere quel faro necessario affinché la società possa riprendere il suo cammino. Abbiamo la possibilità di riscoprire quelle tradizioni (dalla Pastorella alla lumacata, dal padellone all’Assalto Saraceno al corteo di Santa Fermina solo per dirne alcune) cancellate con un colpo di spugna adducendo più o meno questioni economiche e disinteresse culturale. Abbiamo la possibilità di riscoprire le tante piccole compagnie teatrali e di danza, che sempre più spesso sono costrette a migrare in altri teatri locali (vedi teatro Claudio di Tolfa) perché non trovano posto nei luoghi normalmente a loro deputati. Abbiamo la possibilità di dare modo ai nostri giovani di esprimersi in tutte le sfaccettature che la cultura raccoglie e rappresenta. Abbiamo la possibilità. Noi abbiamo anche la voglia di farlo, a differenza di chi invece, in tutti questi anni, ha considerato la cultura un qualcosa di inesistente, di inutile, di dispendioso senza pensare che invece la cultura è alla base di ogni società civile e senza di essa non c’è progresso ma imbarbarimento nei modi, nei costumi, nel linguaggio, nell’atteggiamento, nel modo di vivere.
Alessandro Palomba e Stefano Schiavi – Futuro e Libertà nel Polo per l’Alternativa per Mecozzi Sindaco






