I risultati delle elezioni europee avranno un impatto sulla politica economica?

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Franco Bruni, professore di Politica monetaria all’Università Bocconi con riferimento alle conseguenze in termini economici dei risultati delle elezioni europee dichiara “I dati che la Bce deve tener conto nel perseguire i propri obiettivi di politica monetaria sono altri e non sono cambiati con le elezioni europee. Però il successo degli euroscettici obbliga i partiti europeisti a rivitalizzare le politiche economiche della Ue con nuove iniziative orientate alla crescita. Adesso la Bce sarà meno sola nel combattere la crisi“.

Incontrando i banchieri centrali a Sintra, il governatore Mario Draghi ha previsto un incremento dell’inflazione a il 2% dallo 0,7% attuale che ha annunciato che la Bce sta vagliando anche una misura più estrema, “una posizione più espansiva nel contesto di ampi acquisti di titoli”  riferendosi al quantitative easing, ossia creazione di moneta da parte delle banche centrali per acquistare titoli di stato in mano ai privati, che la Fed ha adottato per aiutare l’economia Usa.

A queste importanti misure per la ripresa economica dell’eurozona dovranno aggiungersi “il compimento della vigilanza europea – conclude Bruni – e gli stress test per la verifica della solidità del sistema bancario“.