Scontro sul Piano regionale dei rifiuti

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ROMA – Pareri discordanti dopo l’approvazione del Piano regionale sui rifiuti approvato ieri dal Consiglio della Pisana.

Per i consiglieri di Italia Viva Marietta Tidei ed Enrico Cavallari “l’approvazione del Piano rappresenta un atto concreto e di responsabilità perché affronta in modo serio un problema, quello della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti – che negli ultimi anni è stato soggetto a dibattiti e proposte troppo spesso di natura ideologica, lontani anni luce dalle istanze dei territori. Il Piano – spiegano – individua cinque ambiti territoriali ottimali, i cosiddetti Ato, per la gestione dei rifiuti urbani coincidenti ai territori delle 5 province. All’interno di ogni Ato si deve provvedere a organizzare la raccolta dei rifiuti, ma si deve anche garantire l’autosufficienza degli impianti di selezione e delle discariche”. “Il Piano – aggiungono – punta a promuovere un principio di autosufficienza della Regione, ma anche di equa ripartizione degli impianti sui diversi territori, con l’obiettivo di non gravare solo su specifici territori ma di richiamare tutti alle proprie responsabilità”. “Particolarmente importante – sottolineano i due consiglieri – è la fase dello smaltimento. Alla luce della carenza di discariche, il Piano prevede che ogni Ato sia dotato di una discarica o più nel caso di un’estensione territoriale molto ampia. In tal senso è significativa la scelta per Roma, dove si prevede l’obbligo di uno o più siti di trattamento e altrettante discariche per l’autosufficienza che negli ultimi anni è stata invocata solo a parole. Obiettivi ambiziosi per la raccolta differenziata che dovrà arrivare al 70% entro il 2025 e un grande investimento sulla tariffa puntuale secondo il principio che chi meno inquina meno paga. Su questo, come su altri temi, sono stati approvati anche diversi nostri emendamenti, volti a promuovere comportamenti virtuosi da parte dei cittadini intervenendo anche sulle piastre logistiche di interconnessione territoriale, in particolare porti, aeroporti, Ferrovie, dove la produzione dei rifiuti è incontrollata. E poi emendamenti volti a rendere efficaci le disposizioni di legge nazionale per incrementare il livello di raccolta differenziata da parte dei Comuni e per garantire un significativo apporto tecnologico sia per quanto riguarda l’utenza, sia per quanto riguarda l’amministrazione nella tariffazione puntuale”, concludono Tidei e Cavallari.

La pensa doversamente il Movimento Cinque Stelle, contrario al Piano. “Il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione rappresenta la sintesi perfetta del motto di gattopardiana memoria: cambiare tutto per non cambiare niente – si legge in una nota del Gruppo regionale – Abbiamo atteso per anni che si arrivasse ad un proposta che colmasse una lacuna regolamentativa ed abbiamo osato sperare che si riuscisse a immaginare un nuovo modello di gestione, diverso da quello che fino ad oggi ha visto i nostri territori afflitti da impianti di grandi dimensioni, sovradimesionati rispetto al reale fabbisogno e con effetti ambientali, economici e socio-sanitari che sono sotto gli occhi di tutti. Con i nostri emendamenti abbiamo cercato di dare un contributo fattivo, proponendo soluzioni che mettessero al centro le realtà locali rendendole protagoniste e partecipi delle scelte, che salvaguardassero le vocazioni territoriali e il nostro patrimonio archeologico, turistico, agricolo e ambientale, attraverso precisi criteri di localizzazione degli impianti che adesso vedono intere aree trasformate in enormi compound industriali. E abbiamo anche cercato di fare chiarezza sul tema delle autorizzazioni per gli impianti di trattamento della frazione organica e sugli inceneritori che restano il problema dei problemi”.
“Quasi tutti i nostri emendamenti sono stati respinti – proseguono dal M5S – e questo indica la precisa volontà di non cambiare lo stato delle cose, di limitarsi ad una fotografia, peraltro sfocata, dell’esistente, che non riesce ad andare oltre l’attuale schema, ormai anacronistico. Le soluzioni c’erano per creare un’amministrazione virtuosa che coniugasse ambiente, riduzione dei costi ed esigenze territoriali. Peccato che si sia persa anche questa occasione. Questo Piano non risolverà le criticità del fragile sistema di gestione dei rifiuti della regione Lazio e darà l’asisst alla Comunità Europea, per sanzionarci, sempre per le stesse motivazioni. E a pagarne le spese, economiche e non, ancora una volta saranno i cittadini”.