Regione. Aree protette, Blasi: “Poltronifici al servizio di Zingaretti”

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ROMA – “La recente Delibera di Giunta dello scorso 6 agosto, relativa all’individuazione di aree protette per le quali nominare il Direttore dell’Area, rappresenta l’ennesima azione volta ad incrementare posizioni dirigenziali all’interno della Regione Lazio senza alcuna logica e beneficio per cittadini e natura”.

Così in una nota, Silvia Blasi, consigliera M5S alla Regione Lazio. “La Giunta infatti – prosegue la Blasi – ritiene opportuno nominare i direttori di 5 aree protette non adeguate e gestite dai comuni, quali Monte Rufeno, Selva del Lamone, Monterano, Barbarano, lago di Posta Fibreno, attraverso una procedura insolita individuata nella legge di stabilità 2019 ed ora portata a termine con un blitz estivo. Secondo l’atto amministrativo la designazione del Direttore dell’area protetta sarà effettuata dagli organismi preposti alla gestione, ossia i comuni e la designazione procederà a partire dal 1 ottobre 2020. Zingaretti dimentica però che ben due delle suddette aree protette hanno già un direttore vincitore di concorso pubblico in servizio presso l’ente da oltre 20 anni a cui di aggiungono ben altre 5 funzionari con stipendi di tutto rispetto. Insomma la Regione trova il modo di moltiplicare i costi delle aree protette e le posizioni dirigenziali a discapito di un seria riforma delle aree protette non assestate, attesa da ben 23 anni secondo l’art. 39 della legge regionale 29/97. In un’ottica di razionalizzazione del denaro pubblico si fatica a comprendere la ratio di tale delibera ritenendo opportuno la nomina di ben 5 direttori di aree protette non ancora accorpate invece di procedere ad un loro riordino/accorpamento ad altre riserve già dotate di direttore. Da ultimo è paradossale che dopo 23 anni di inerzia la Giunta da un lato non riesce a predisporre una riforma serie delle aree protette non assestate ed intervenga invece con una norma transitoria per nominare 5 nuovi direttori attraverso i comuni enti gestori”.