Firmato il “Patto per lo Sviluppo e l’Occupazione dell’area di Civitavecchia e Nord-Ovest del Lazio”

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ROMA – Imprese, parti sociali e Regione Lazio sedute intorno allo stesso tavolo per mettere in campo progetti di sviluppo dell’intero comprensorio: ecco il senso della firma del protocollo d’intesa “Patto per lo Sviluppo e l’Occupazione dell’area di Civitavecchia e Nord-Ovest del Lazio”, presentato questa mattina in una Conferenza stampa nella sede della Regione Lazio, e sottoscritto da Unindustria, Cgi, Cisl e Uil. A “benedire” il patto la stessa Regione, rappresentata dall’Assessore allo Sviluppo Guido Fabiani e dall’Assessore al Lavoro Lucia Valente.

“Si tratta – ha spiegato Bernardo Quaranta, vice presidente di Unindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni industriali – di un documento strategico che mira a rimarcare l’importanza di un impegno congiunto con le parti sociali per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione locali partendo dai possibili driver, ossia abilitatori, di sviluppo del porto di Civitavecchia, tra cui: traffici commerciali, cantieristica navale, industria del turismo, fonti energetiche rinnovabili e sistema di trasporto mare/terra ecocompatibile. L’area di Civitavecchia sta assumendo sempre più il ruolo fondamentale di porta per Roma e per il Centro Italia, essendo localizzata in una posizione strategica, al centro di assi di trasporto stradale e ferroviario che collegano l’area a tutto il mercato italiano e del nord Europa. Inoltre il porto, come noto, rappresenta attualmente il primo polo per traffico crocieristico in Italia ed in Europa insieme allo scalo di Barcellona”.

Soddisfatto dell’accordo anche il Capogruppo di Insieme per il Lazio Gino De Paolis. “Occorre prima di tutto fotografare il territorio – ha dichiarato – dove insistono tante realtà produttive e risorse, ma anche tanta crisi occupazionale e ambientale, per costruire le condizioni di uno sviluppo che metta a sistema le potenzialità, che tenga insieme sostenibilità ambientale, crescita di opportunità lavorative e rispetto della legalità. Occorrono quindi progetti di sviluppo a partire dalle infrastrutture, come la Civitavecchia-Orte, su cui la Regione ha fatto un gran lavoro, ma anche nuove idee che rendano quell’area, comprensiva dell’aeroporto di Fiumicino, un quadrante attrattivo e competitivo, non solo nel Paese ma per il Paese nei confronti dell’Europa. Occorre accrescere anche il settore turistico, favorendo opportunità per i tanti croceristi in transito nel Porto di Civitavecchia, mettendo in rete le bellezze del territorio, le sue peculiarità gastronomiche, la sua capacità attrattiva, che valorizzi il Polo termale, tra i più importanti d’Europa e troppo poco conosciuto e le aree archeologiche. Occorre pensare a come sviluppare la cantieristica navale, ma anche immaginare un futuro, in linea con le disposizioni nazionali, senza carbone per la centrale Enel. Un sistema quindi che sia in grado di valorizzare l’iniziativa imprenditoriale, la capacità occupazionale, la sostenibilità, l’innovazione e che veda la partecipazione attiva delle Istituzioni locali. La Regione Lazio – ha concluso – ha giocato e sta giocando un ruolo importantissimo, di cui sono orgoglioso, mettendo in campo anche strumenti, come Porta futuro e Bic Lazio, funzionali agli obiettivi di questo protocollo. Orientare la propria azione verso questa direzione sinergica, vuol dire lasciare un segno duraturo nel tempo”.