Tra vampiri e “coatti”: questo weekend il cinema racconta l’adolescenza

breaking dawnL’età di mezzo, la ‘linea d’ombra’, quel passaggio obbligato e pieno di contraddizioni che ci riguarda tutti, umani e ‘vampiri’, è protagonista indiscusso di questo weekend cinematografico. In doppietta a Civitavecchia e Tarquinia, arriva l’attesissimo terzo episodio della saga di “Twilight” presentato in pompa magna allo scorso Festival di Roma. In “Breaking Dawn- parte I” si racconta l’affacciarsi alla maturità di Bella ed Edward (da qui quel ‘sorgere del sole’ che da’ il titolo al terzo episodio del romanzo della Meyer). In questa terza puntata ritroviamo i nostri eroi a confronto con l’età adulta: finalmente convolati a (giuste) nozze – in una sequenza attesissima da milioni di fans vogliosi di commentare l’abito di Kristen Stewart o le performance amorose di Robert Pattinson– Bella e Edward vanno in viaggio di nozze in Brasile, al termine del quale Bella scopre di essere incinta. Una gravidanza che si colora di tinte horror – lo svilupparsi innaturale del feto, quel conturbante trasformarsi del corpo che ricorda classici del genere come “Rosemary’s baby”- per affrontare la quale anche Jacob arriverà in soccorso di Bella, ricomponendo così l’antico triangolo. Come ad ogni puntata di questa vera e propria ‘miniera d’oro’ per il box-office, ci auguriamo che l’attesa non deluda le aspettative e che le ‘ansie da prestazione’ non costringano il regista Bill Condon in una rappresentazione che, per accontentare un esigentissimo seguito, rischi di dimenticare la forza che lo ‘specifico filmico’ può conferire alla storia. A Tarquinia, per chi preferisse qualcosa di più rilassante delle storie vampiriche, ci si può ‘sciallare’ in tutta tranquillità con la commedia d’esordio di Francesco Bruni, presentata con grande successo nella sezione “Controcampo” dello scorso Festival di Venezia. “Scialla!” (stai sereno!), espressione notissima ai romani doc, sintetica reazione di un popolo godereccio ai ritmi troppo frenetici della vita, appartiene a pieno diritto al vocabolario di Luca, adolescente brillante e intelligente ma svogliato e recalcitrante nei confronti della scuola. Suo malgrado Luca (l’esordiente Filippo Scicchitano) è costretto ad andare a ripetizione da Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio), scrittore mezzo fallito e ora improvvisato nel ruolo di ghost-writer di squallide biografie di calciatori ed ex-veline. A sconvolgere l’incontro di Bruno con Luca, la rivelazione che il ragazzo sarebbe suo figlio: la madre di Luca comunica il ‘fattaccio’ con una notizia lampo, prima di partire per un soggiorno di sei mesi in Africa, durante i quali chiede a Bruno di ospitare il ragazzo, senza rivelargli la verità. Il film racconta, senza retorica né impulsi demagogici, il rapporto tra questi universi distanti e impenetrabili- la comunicazione è difficile in primis sul piano linguistico, con quel romano colorito e carnale di Luca e quell’accento veneto così ‘straniero’di Bruno. Padre e figlio si ritroveranno così alla scoperta di un vocabolario comune, di una zona neutrale in cui ritrovare sé stessi.

Francesca Montanino