TARQUINIA – Nel cuore dell’autunno, la necropoli Unesco di Tarquinia propone per il primo fine settimana di novembre le degustazioni gratuite del vino e dei dolci delle terre etrusche. Dal 5 al 6 novembre tutti i visitatori saranno i benvenuti presso il punto ristoro del sito archeologico per gustare i golosissimi tozzetti, immancabili nelle tavole dell’Etruria, biscotti rustici preparati con ingredienti semplici e genuini quali il miele e le nocciole, prodotti eccellenti del territorio etrusco, accostati ai delicati vini bianchi tipici del territorio. Degustazioni e cultura, un’esperienza emozionante per rivivere quel fortissimo legame che gli Etruschi intrecciavano tra i piaceri della tavola e le solennità delle celebrazioni dello spirito.
Si ricorda che durante il periodo invernale la necropoli etrusca del Calvario è aperta fino alle ore 14,00. La biglietteria chiude un’ora prima.
Curiosità: alcuni cenni sulla cucina Etrusca
a cura dello chef Bruno Cantamessa, esperto di cucina storica
Gli Etruschi furono sicuramente abili agricoltori e dediti alla pastorizia. Poche sono le fonti che abbiamo a disposizione per approfondire l’alimentazione degli Etruschi. Abbiamo a disposizione delle testimonianze letterarie di greci e latini che parlano di prodotti alimentari e agricoltura. Sappiamo tramite il filosofo e storico Posodonio che gli Etruschi due volte al giorno apparecchiavano sontuose mense. Un’interessantissima fonte di notizie relativa alla cucina etrusca è sicuramente la necropoli del Calvario di Tarquinia, con le sue tombe dipinte in cui vengono minuziosamente riportati dettagli dei banchetti, delle scene di caccia e di pesca. I principali alimenti erano derivati da suini, ovini, pollame e cacciagione e sicuramente legumi e frutta. In scavi di insediamenti Etruschi sono stati rinvenuti semi di noccioli, ghiande, olivo, fico, orzo, prugna e addirittura resti di fave.
La loro cucina era sicuramente basata su aglio che cresceva spontaneamente nelle zone ombrose e cipolla ritenuti da loro, alimenti curativi, afrodisiaci e stimolanti. La cipolla veniva usato in modo moderato dai nobili esclusivamente cotta al contrario della servitù che ne faceva uso smodato e cruda condita con poco sale. Anche il porro o Allium orrum era usato nella cucina popolare delle lucumonie dell’Etruria, conosciuto come pianta tipica mediterranea con sapore meno forte e più delicato dell’aglio. Per insaporire (specialmente la selvaggina) gli Etruschi usavano l’alloro che cresceva spontaneo addirittura in “boschi” come testimonia uno studio di un paese della provincia di Arezzo di un “lauretum” ovvero un boscho di alloro!
Per informazioni: Necropoli di Tarquinia, tel. 0766.840000






