Santa Severa: riaffiorano i resti dell’antica Castrum novum

castello s. severaSANTA MARINELLA – Sabato 10 settembre, alle ore 18:00 nei locali del Museo del Mare nel Castello di Santa Severa, avrà luogo una pubblica conferenza dedicata ad illustrare il sito di Castrum Novum e le ultime importanti scoperte. Infatti è in pieno svolgimento la seconda campagna di ricerca archeologica sull’antica città romana di Castrum Novum i cui resti si trovano nel territorio di Santa Marinella, tra la punta di Capo Linaro e il Casale Alibrandi. Per circa un mese archeologi italiani e francesi lavoreranno insieme per documentare i resti ancora affioranti sulla terraferma e sommersi nel tratto di mare subito antistante. Il nuovo importante progetto ha portato la ricerca archeologica nel cuore della città rivierasca “Perla del Tirreno”, nell’area dove sorse la colonia romana, dedotta nel 264 a.C. a controllo del confine nord dell’antico territorio ceretano.
Grazie ad un lungo lavoro di documentazione e di contatti internazionali promossi dal Direttore del Museo Civico, Dott. Flavio Enei, è stata avviata la nuova indagine scientifica che ha portato una nutrita equipe composta da archeologi, geologi, restauratori e tecnici subacquei, alla ricognizione sistematica del sito, sia a terra che in mare. Del gruppo di lavoro, quasi tutto italo-francese, fanno parte  la Prof.ssa Sara Nardi Combescure dell’Università di Amiens (Picardia), la Prof.ssa Marie Laurence Haack dell’Universita di Limoges e il Prof. Gregoire Poccardi dell’Università di Lille che stanno operando in stretto contatto con la Dott.ssa Flavia Trucco della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, ispettrice competente per territorio e gli archeologi del Museo Civico. “Circa 25 ricercatori francesi ed italiani, studenti, professori e volontari, hanno avviato la schedatura e la documentazione grafica e fotografica dei resti affioranti – spiega il Dott. Flavio Enei – Il Centro Studi Marittimi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, coordinato dal Dott. Stefano Giorgi, si sta occupando delle prospezioni in mare destinate a comprendere quanto insediamento sia stato sommerso in seguito all’ingressione marina ed a ricostruire la situazione portuale antica monitorando il fondale e i numerosi relitti presenti a varie profondità. Di grande interesse la scoperta dei resti di strutture pertinenti ad un antico impianto termale costruito in opera mista, oggi in parte demolito dal mare e in parte ancora sepolto sotto la strada  soprastante la spiaggia. Le ricerche hanno confermato la presenza di strati contenti tracce di frequentazione dell’area risalenti all’età del bronzo (II millennio a.C.) e alla prima età del ferro (IX secolo a.C.) molto precedenti alla costruzione della città romana. L’intervento sulla terraferma è servito per riaprire le indagini nel settore di scavo posto nell’area a giardino pubblico adiacente la via Aurelia dove sono state ripulite e documentate le strutture esistenti ed è stato collocato un nuovo pannello didattico. Anche in questo caso diversi ambienti riscaldati, vasche e una forica (latrina) raccontano l’esistenza di una zona termale affacciata direttamente sull’antica sede stradale. Poco oltre lo staff del Museo Civico insieme ai volontari per i beni culturali del Gatc stanno riportando in luce i resti di una villa rustica vissuta, secondo quanto indicato dai reperti, tra il III-II secolo a.C. e il III secolo d.C”.
In occasione della conferenza di sabato 10 sarà presentato il primo Quaderno di Studi tutto dedicato a Castrum Novum curato dall’equipe di ricerca italo-francese.