Progetto Waves: incursioni di Street Art a Civitavecchia

graffitoCIVITAVECCHIA – Proprio mentre i commenti sul vistoso “Bacio del Mare” che troneggia in mezzo alla Marina cominciano a farsi taglienti, per le strade del centro l’incursione armata di pennello e colore si fa’ avanti silenziosa. E in tre giorni la parete di un palazzo di via Trieste si trova letteralmente invasa da un’enorme figura umana, a metà tra un nostromo e un babbo natale. Un graffiti “ordinato” – se si concede l’ossimoro – che con le sue colorazioni mediterranee ravviva le pittoresche, ma oramai annoiate, vie del centro storico. Si tratta della terza, legalissima incursione di Street Art ad opera del progetto Waves, un intervento di riqualificazione urbana attraverso l’arte di strada, realizzata da artisti provenienti da diverse parti d’Europa, e che ha visto negli scorsi mesi un grande coinvolgimento delle istituzioni (Comune e scuola). Si cominciava la primavera scorsa con le prime due incursioni sul suolo civitavecchiese ad opera di ARYZ, artista spagnolo che riempiva la parete di un palazzo di San Gordiano del suo scheletro canino, che pare prendere vita dalle interazioni naturali di fiori e foglie. E poi i muri della scuola E.Galice, ripensati da DEM (artista di Codogno) come universi popolati da colorate figure umane e creazioni astratte. Il progetto Waves, conclusasi nella sua prima fase lo scorso giugno, prevedeva un lungo periodo di lavoro con i ragazzi delle scuole, mirato ad un’educazione alla cultura del disegno di strada come opera d’arte, azione civile e consapevole. Questa terza incursione autunnale vede ora coinvolto l’artista – foggiano di nascita e romano d’adozione – Agostino Iacurci che, appena terminata un ‘interessante graffito dai toni multiculturali per il Picturin Festival di Torino, sbarca a Civitavecchia e, appositamente per la città, immagina un “saggio” signore a sorvegliare le vie del centro. Probabilmente si tratta di un esperto dei mari, che assicurerà con la sua esperienza felici traversate. Passando per via Trieste osserviamo l’artista, in cima al braccio elevatore, intento a ultimare i dettagli di baffi e volto del suo “gigante urbano”. Mentre la città passeggia noncurante, intenta a sbrigare le commissioni quotidiane, il gigante se ne sta’ lì, fermo, come fosse appartenuto sempre a quei muri.

Francesca Montanino