“Progetto Martina”, un anno dopo…

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CIVITAVECCHIA – Sono stati inoltrati al Dirigente scolastico e alla Referente per la salute dell’IIS “G. Marconi di Civitavecchia, i risultati di 168 Schede compilate dagli alunni delle V classi che l’anno scorso avevano partecipato alle lezioni previste nel test base del Progetto Martina.
Le risposte (anonime) sono state caricate su una tabella excel dalla quale è scaturito il report sotto indicato. Si tratta di un impegno notevole reso possibile dalla stretta collaborazione tra i due Lions Club Civitavecchia S.Marinella Host e Civitavecchia Porto Traiano nonché anche alla partecipazione attiva dei Leo Civitavecchia S.Marinella:

Di seguito riportiamo i dati emersi dalla elaborazione dei 168 “questionari dell’anno dopo” compilati dagli studenti nell’anno successivo agli incontri che si sono tenuti nel 2017-18 e un breve commento dei dati più significativi, dati che evidenziano il coinvolgimento degli studenti e l’efficacia delle percorso formativo seguito.
E’ possibile confrontare questi dati con quelli di altri studenti consultando il sito www.progettomartina.it

Le domande presenti nella prima parte permettono di valutare lo “stato attuale delle conoscenze” e quindi quanta parte delle informazioni ricevute sono ancora presenti; è corretto tener presente che una parte delle attuali conoscenze possono essere frutto di approfondimenti personali, stimolati comunque dal precedente incontro.  Molte domande sono uguali a quelle del questionario compilato dagli studenti al termine dell’incontro iniziale ma nel primo caso servivano solo a valutare l’apprendimento (e quindi, in realtà, sia la capacità del docente sia, in qualche modo, il grado di attenzione dello studente); il test “annI successivi” permette di valutare la persistenza delle conoscenze ed i risultati.

L’elevato tasso di risposte corrette sulla possibilità di ridurre il proprio rischio di tumore nell’arco della vita e sulle principali raccomandazioni del codice europeo contro il cancro indica chiaramente che le informazioni ricevute sono diventate parte del bagaglio culturale del singolo individuo. 

Merita menzione la presa d’atto, da parte degli studenti:

– che il fumo è anche causa di patologie cosiddette benigne, ma croniche e invalidanti  ( 94 %),  

– che il Papilloma Virus è la principale causa del tumore del collo dell’utero ( 86%) e che per difendersi dallo stesso conviene vaccinarsi e mettere in atto accorgimenti multipli.

Il progetto Martina porta a conoscenza dei giovani alcune patologie non per terrorizzare e vietare ma per suggerire le migliori strategie di difesa. Probabilmente è proprio per questo motivo che:

  1. A) dopo il corso, molte ragazze si sono vaccinate o si vaccineranno contro il Papilloma Virus (90 %);
  2. B) a distanza di tempo molti studenti conservano ancora un ottimo ricordo del primo incontro e consigliano ad estendere l’attività formativa-educativa ad altri studenti (86 %);
  3. C) gli studenti hanno incominciato a parlarne con gli amici suscitando interesse (16 %);
  4. D) incomincia a diffondersi la pratica dell’autoesame per scoprire personalmente l’eventuale presenza di segni obiettivi di probabile patologia (22 %) .

Infine, per quanto riguarda l’efficacia della “lotta ai tumori fondata sulla cultura e quindi sulla scelta consapevole del singolo individuo”, i risultati emersi dopo il primo incontro sono da ritenersi globalmente soddisfacenti; è necessario comunque che i messaggi vengano reiterati nel tempo in modo da consolidare le conoscenze e farle diventare “stili di vita realmente praticati”.

Facendo riferimento alle colonne portanti di uno “stile di vita corretto” (alimentazione più corretta, riduzione/eliminazione del fumo, maggiore attività fisica,) si può rilevare che:

nel gruppo di studenti che si alimentava in modo scorretto (83 %),  c’è stata una correzione  significativa nel  56% dei casi;

nel gruppo di studenti fumatori (40%) c’è stata una riduzione-eliminazione dell’abitudine al fumo nel  24 % dei casi;

nel gruppo di studenti che praticavano un’attività fisica da loro stessi ritenuta insufficiente (80%) c’è stato un cambiamento positivo nel  75 % dei casi.

 

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