“Londra Babilonia”, dove tutti si sentono a casa

londraPresentato venerdì 4 Marzo alla Galleria Alberto Sordi di Roma, il nuovo libro di Enrico Franceschini, “Londra Babilonia”, è un omaggio alla metropoli così tanto amata dal giornalista, al cui interno troviamo anche una perfetta guida per scoprire usi e costumi degli inglesi del XXI secolo.
“Ci si innamora di una città come ci si innamora di una donna. O come ci si innamora di un uomo. l sesso di una città è opinabile. Personalmente, ho avuto la fortuna di vivere in tre fra le più grandi città del mondo: New York, Mosca, Londra. E in due piuttosto piccole come dimensioni: Washington e Gerusalemme. Mi sono innamorato di tutte. Tutte le ho amate, e le amo ancora. Ma tra tutte c’è una favorita. Non mi sarei mai aspettato di scegliere proprio lei ”.
Questa allegra introduzione, in cui Franceschini compara abilmente le città che ha visitato a delle donne che ha amato e con cui, confessa, di non essere stato monogamo e di aver ceduto alla tentazione di rapidi flirt, ad esempio, con Parigi e Shanghai, ci pone piacevolmente alla lettura, facendoci, sin da subito, abbozzare un sorriso tra una riga e l’altra.
Ovviamente, la città amata è Londra. Londra è diversa, non seduce a prima vista e non è nemmeno possibile identificarla con un simbolo immediatamente riconoscibile perché, forse, di simboli ne ha fin troppi: il Big Ben, le luci di Piccadilly Circus, i bus rossi a due piani, le cabine telefoniche e i taxi neri panciuti.
Franceschini, corrispondente da Londra per il quotidiano La Repubblica, la definisce “una moderna Babilonia”, rifacendosi al mito biblico della torre di Babele, una “World City” straordinariamente multiculturale, multirazziale e multireligiosa. Egli stesso afferma che “ il multiculturalismo è stato la scelta della Gran Bretagna, opposta a quella degli Stati Uniti: anziché mescolare le razze di immigrati per crearne una nuova, la razza americana, qui si è deciso di lasciare che ognuno mantenga la propria e possa sentirsi ugualmente a casa”. Gli stranieri di ogni razza e colore sono già oggi il 31% su un totale di 7 milioni e mezzo di abitanti della capitale.
Con un’ultima frase tratta dal libro di Franceschini invito i lettori a “gustare” questo divertente e al contempo pienamente formativo racconto sulla città di Londra: “C’è tutto quello che vuoi a Londra, eppure non sembra mai troppo. Ci sono tutte le razze, tutte le religioni. C’è il nuovo e c’è il vecchio, il conservatorismo e l’avanguardia.  E però tutto questo ha una certa organicità. Si sta bene insieme.”

L. B.