Lezione di storia speciale per gli alunni della “Don Milani” di Valcanneto

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centro anziani stella maris

Nuovo appuntamento con “La Mosca”, la rubrica di articoli realizzati dagli alunni della classe III^ S della scuola media “Don Milani” di Valcanneto che stavolta ci racconta una particolare lezione scolastica vissuta nei giorni scorsi.

“E’ stata una lezione diversa dal solito ma molto emozionante quella che abbiamo vissuto giovedì 29 marzo con i nostri insegnanti, che ci hanno accompagnato a S. Marinella per incontrare gli anziani ospiti dell’Istituto Stella Maris di via Aurelia. Dopo l’iniziale imbarazzo nel trovarci faccia a faccia con loro nella sala teatro della struttura, la tensione si è sciolta quando la simpaticissima Caterina, un’arzilla vecchietta di 92 anni, ha intonato la canzone “Mamma”, intrattenendoci con la sua grande simpatia e riassumendo il suo pensiero sulla canzone scelta con una frase molto semplice: “Perché la mamma è la mamma”. A quel punto abbiamo preso coraggio e confidenza e abbiamo cominciato a chiacchierare con i numerosi anziani ospiti della struttura, tutti molto felici della nostra presenza. Parole scambiate con semplicità e spontaneità, in cui abbiamo avuto modo di conoscere le loro esperienze di vita accadute in un tempo così lontano e diverso dal nostro, da sembrarci quasi inverosimile. Ed è stato davvero un tuffo nella storia sentire raccontare dalla loro viva voce fatti che studiamo sui libri di storia.
Emblematica in tal senso la testimonianza di un anziano di 96 anni sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, che ci ha lasciati sgomenti per la tranquillità con cui ha ricordato quei terribili momenti: “Ho tentato sette volte la fuga – ci ha detto – ma mi riacchiappavano sempre. Una volta un soldato tedesco per farmi dispetto mi ha dato da portare il suo pesante zaino ma io me ne sono scappato con tutto lo zaino e le cose da mangiare che c’erano dentro!”. Ci ha parlato anche del momento tragico in cui ha visto un suo compagno ucciso a sangue freddo davanti a lui dai nazisti; in quel momento l’emozione si è sentita, ha cominciato a balbettare ed è stato un po’ difficile capire le sue parole.
Un’altra anziana ci ha raccontato che ha cominciato a lavorare a 12 anni, appena finita la prima media: faceva la sarta e cuciva anche vestiti da sposa. Ma lei non si è mai sposata e finché ha potuto, con i soldi guadagnati, ha girato il mondo visitando diversi paesi.
Un’altra signora ancora ha ricordato i difficili momenti della Seconda guerra mondiale, quando la lei e la sua famiglia sono stati sfollati in una centrale dove rimasero bloccati per giorni e da cui vedevano gli aerei bombardare la città, riuscendo per fortuna a sopravvivere. Una sua compagna ci ha invece raccontato di quando Mussolini emanò le Leggi razziali; alcune sue compagne di scuola erano ebree e scomparvero da un giorno all’altro.
Poi c’è stata la visita nella stanza di un nonnetto che suonava incredibilmente bene la tastiera: ha suonato ininterrottamente per quasi mezzora!
Un’altra signora, infine, ci ha raccontato che è nata e vissuta a Palermo e che è venuta a S. Marinella perché il figlio si è trasferito nel Lazio e l’ha convinta a farsi ospitare dalla Stella Maris.
Chissà, ci siamo chiesti, se tutti questi anziani che vivono in questo istituto vedono mai i loro figli, se li vengono a trovare.
Ad ogni modo questa mattinata trascorsa donando un sorriso a chi può insegnarci qualcosa è stata davvero una meravigliosa esperienza, perché ci ha fatto capire quanto erano diversi i tempi in cui questi anziani hanno vissuto e quanto oggi siamo fortunati rispetto a loro e all’infanzia che hanno vissuto”.