CIVITAVECCHIA – Si inaugura lunedì 7 novembre al cinema Royal un ciclo di incontri dedicati al cinema d’autore: pellicole passate con più o meno successo nelle sale cinematografiche italiane gli scorsi mesi, ma ‘invisibili’ a Civitavecchia. Un’occasione appetibile per gustarsi una boccata di cinema internazionale senza troppi ghirigori celebrali. Si comincia dall’Italia, con l’ultimo lungometraggio del siciliano Emanuele Crialese, “Terraferma”, Gran Premio della Giuria allo scorso festival di Venezia. L’acqua, elemento costante nella cinematografia dell’isolano Crialese, che ne fa’ prima un ventre materno in “Respiro” – bellissimo lungometraggio del 2002- poi spazio delle aspirazioni per il “NuovoMondo”- così il titolo della sua penultima pellicola – diventa in “Terraferma” universo inquieto e mutevole, insieme terribile e salvifico: è lo spazio che accoglie, in eterne traversate, i profughi diretti in Sicilia. Il viaggio di Crialese inverte qui la rotta: non siamo più noi italiani a migrare verso il Nuovo Continente, ma è l’altro che dobbiamo accogliere qui, nella nostra casa. Questo cambio di prospettiva è per Crialese un’occasione di riflessione insieme politica e poetica quanto mai attuale, eppure mai scontata, gratuita o propagandistica. In “Terraferma” la disperazione e la povertà sono biunivoche, colgono tanto i migranti dell’Africa che gli isolani ancorati ad un mondo che non esiste più. Per raccontare di questo incontro con l’altro, Crialese immagina la storia di Filippo, ventenne orfano di padre che vive con la madre Giulietta (una intensa Donatella Finocchiaro) e il vecchio nonno pescatore: insieme al nonno, Filippo salva dall’annegamento una donna incinta con il suo bambino piccolo. La famiglia di Filippo accoglierà in casa i profughi, in barba alle leggi e ai cavilli di una burocrazia che non ha nulla a che fare con l’umano. Per Filippo, adolescente sempre in bilico, costretto all’incostanza come l’acqua che lo circonda, sarà l’occasione per un viaggio fondamentale, alla ricerca della sua ‘terraferma’.






