SANTA MARINELLA – “Soffrire di gioia nella luce opaca”: in questo verso è sintetizzata tutta la vita e la poetica di Nadia De Angelis, donna di cultura, maestra, educatrice, preside, poetessa, animatrice della vita culturale santamarinellese, sulla cui produzione letteraria si è svolto martedì 8 marzo un incontro alla biblioteca comunale di Santa Marinella. Si è deciso di festeggiare così il giorno delle donne, con la presentazione di alcune delle più belle poesie di una donna che tanto ha dato a questo paese in termini di umanità e di cultura. L’evento si è inserito all’interno del fitto calendario culturale di questo periodo di feste, che si è aperto sabato 5 febbraio con l’incontro con alcuni esponenti di Amnesty International, per poi continuare domenica 6 marzo, ultima domenica di Carnevale, con i lettori volontari di “Nati per Leggere” in collaborazione con l’Associazione musicale Litus, che hanno letto ed animato alcuni dei più bei libri per bambini pubblicati recentemente, e per terminare, proprio in occasione della Festa della donna, con la presentazione dell’attività poetica di Nadia De Angelis, descritta dai relatori come “caratterizzata da forza e ricerca espressiva personale, che si rifà al contempo alla più alta tradizione poetica, caratterizzata da un’attenzione particolare alla pregnanza della parola”. Questa presentazione, introdotta dall’ambasciatore Guido Nicosia e animata dal commento critico di Paola Rocchi, è stata un’occasione rarissima per godere della sua produzione poetica poiché le poesie di Nadia sono sempre circolate solo all’interno di una ristretta cerchia di conoscenti e amici, spesso recitate e ricordate solo oralmente e raramente messe per iscritto. Sono state, infatti, udite in pubblico solo in occasione della prima presentazione ufficiale della sua poetica, avvenuta un anno fa a Civitavecchia, per promuovere la fruizione del libretto realizzato soprattutto grazie all’attività persuasoria di Nicosia, che si è anche preoccupato materialmente di dare una forma scritta e una veste editoriale a quelle creazioni artistiche “così simili ai canti provenzali ed agli Aedi classici” dice Nicosia stesso. Nadia De Angelis, nata a Civitavecchia, indissolubilmente legata a Santa Marinella, ha vissuto per un periodo a Milano, da dove è tornata per dedicarsi all’educazione dei giovani. “La curiosità per il mondo la portò a dedicarsi a tutte le forme espressive della ricerca del bello. È un raro distillato della natura, una creatura misteriosa di cui è difficile delimitarne i contorni” così la descrive Nicosia. “La forza della poesia di Nadia De Angelis sta nel riuscire a descrivere il mondo, e nel contempo immaginarlo, attraverso la sua cultura e il ricordo delle cose belle della sua vita”: qui sta il segreto dei versi di Nadia, che vanno goduti e conosciuti, secondo Guido Nicosia. Paola Rocchi inserisce la scrittura della De Angelis, in un filone di scritture femminili poetiche “imperiose, quasi virili. Il bello dei suoi versi è lo spirito da palombaro che li anima, che la spinge a scendere nelle profondità dell’animo umano, a contatto con la morte, con le paure, con le sensazioni vere, e che poi la fa riemergere, per comunicarci quello che ha visto e provato”. La musicalità della poesia, la significanza delle parole, l’allusione dei significati, il ritmo e l’armonia dei versi, l’uso particolare del linguaggio, i temi universali del tempo che ruba le cose più preziose e degli affetti, rendono la poetica di Nadia così bella ed emozionante da non averne mai abbastanza, da trovare il suo “soffrire di gioia nella luce opaca” infinitamente affascinante e consolatorio, quasi una chiave di lettura del mondo, raggiunta la maturità necessaria, per continuare a gioire della vita anche dopo le cose brutte, perché, dopotutto, “si appartiene alla vita che va comunque avanti e che, dopo una crisi, porta sempre un sollievo”, confessa Nadia stessa.






