Un fine settimana popolato da ‘vizietti’, barzellette sull’italiano che gioca in casa e all’estero, gag da commedia degli equivoci e demenziali bisticci di parole ci attende nelle sale cinematografiche. Il ‘cinepanettone’ – anticipato di due mesi – con Massimo Boldi “Matrimonio a Parigi” merita addirittura la doppia programmazione a Civitavecchia e Tarquinia. Lo schema è quello classico: una miscela di situazioni al limite del paradosso, con risvolti più o meno velatamente piccanti, per una ricetta dal facile incasso. Nord e sud Italia – incarnate da Boldi e Biagio Izzo con rispettive consorti (la brava Paola Minaccioni e Anna Maria Barbera) – si incontrano per caso a Parigi: l’incontro darà il via ad una serie di sketches che giocano sugli stereotipi regionali, sulle classiche ‘figure’ dell’italiano all’estero, e sugli scontri generazionali. Per chi ama la comicità all’italiana c’è poi “Bar Sport” che vede fronteggiarsi un’altra squadra di attori comici (e non solo) sulla cresta dell’onda: Claudio Bisio e Giuseppe Battiston, Lunetta Savino e Angela Finocchiaro. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni, scrittore fantasioso e dalla prosa fine, capace di costruire in questo suo lavoro degli anni ’70 un vero e proprio sillabario dei luoghi comuni – spesso fin troppo ‘veri’ – legati al topos letterario e geografico del bar, non-luogo per eccellenza della commedia umana. Viene da chiedersi se il film riuscirà a restituire la stessa intelligente poesia o del romanzo coglierà solo il primo strato di leggerezza, convertendolo nella solita chiacchiera da ‘bar’. Se qualcuno non sapesse come uscire da questo vortice di commedie casalinghe e nazional-popolari, non resta che rivolgersi a un medico per una terapia d’urto. Cronenberg di medici ce ne propone due, e sceglie i due più grandi maestri dell’indagine della psiche umana: in “A Dangerous Method”, Cronenberg racconta del rapporto tra Freud e il suo allievo prediletto Jung e dell’incrinarsi di questo rapporto fino al divorzio teoretico dovuto anche alla relazione di Jung con Sabina Spielrein. Gli amanti di Cronenberg faranno fatica a riconoscere il visionario regista di “Inseparabili” e “Existenz” in questo film così palesemente ‘confezionato’, illustrativo e didattico, persino un po’ noioso in quel guardare a distanza i due giganti della psicanalisi fronteggiarsi (Montersen è un Freud più frigido che mai, e anche la rivelazione Fassbender nel ruolo di Jung sembra piuttosto imbalsamato), o i due amanti Jung e Spielrein concedersi in azioni ‘peccaminose’ che ricordano le cartoline erotiche di fine Ottocento. Cronenberg pare intimorito dal suo soggetto: ma un ossessionato della mente come lui, poteva permettersi di osare di più. In ogni caso il film, in programmazione a Tarquinia solo in orario serale, è consigliato a tutti gli appassionati di storia della psicanalisi e a chi non può resistere ai film in costume con tocco ‘Belle Epoque’.
Francesca Montanino






