Cinema d’autore: al Royal accadono “Cose dell’altro mondo”

cinema royalCIVITAVECCHIA – Cosa succederebbe se, un giorno come un altro, ci svegliassimo e ci accorgessimo che dalla nostra Italia sempre più xenofoba e soggetta a tristi boutade dal sapore ‘padano’, fossero scomparsi tutti gli immigrati? Cinesi, rumeni, africani, albanesi: quelli che fanno il lavoro ‘sporco’, che mandano avanti le fabbriche, le case, i ristoranti. Quelli che puliscono le strade, che badano ai nostri vecchi, perfino quelli che, sulle strade, soddisfano i desideri di ipocriti falsi puritani. Un tale scenario apocalittico lo immagina Francesco Patierno nella sua commedia (molto amara) “Cose dell’altro mondo” in concorso alla scorsa edizione del Festival di Venezia e in programmazione al Royal il prossimo lunedì per il secondo appuntamento della rassegna dedicata al cinema d’autore. A lanciare la terribile maledizione è un industriale veneto, ignorante e cafone (interpretato da un bravo, e perfettamente a suo agio nel ruolo, Diego Abatantuono) che, in un discorso alla tv locale dai toni ‘appassionati’ e coloriti, si augura una diaspora di massa di tutti gli immigrati verso un luogo indefinito. Cosa ci sarebbe di meglio dunque, per un tizio di tal fatta, che vedere la propria richiesta esaudita? Tuttavia forse l’industriale non considera che a mandare avanti la sua ‘fabbrichetta’ sono proprio quelli che tanto disprezza, così come a tenere a bada sua moglie isterica è la colf filippina, e a concedergli ancora qualche ora di amore è la prediletta prostituta senegalese. L’Italia senza immigrati raccontata da Patierno è un paese in guerriglia, ridotto allo scheletro di sé stesso: un’Italia che sembra rimangiarsi fino all’ultimo boccone la sua atavica intolleranza. Il tutto è raccontato con il piglio iper-realistico e grottesco della commedia agrodolce. Ad affiancare Abatantuono, altri attori di prim’ordine: la bella Valentina Lodovini, nel ruolo di una maestra a cui ‘sparisce’ il fidanzato africano da cui aspetta un bambino e Valerio Mastandrea, poliziotto frustrato e deluso dalla vita alle prese con una madre demente per finta e una badante desaparecidos. Il film, prima ancora della sua uscita nelle sale lo scorso settembre, ha suscitato moltissime polemiche, mobilitando in primis diversi cittadini Veneti – sindaco di Treviso compreso – che si sono sentiti chiamata in causa per quell’immagine razzista e xenofoba in cui non si riconoscono. Chissà cosa ne pensano del film i leghisti, avvezzi al cadere in ‘scivoloni’ ben peggiori, degni purtroppo del più triste teatro dell’assurdo.

Francesca Montanino