Cerveteri finalista a Capitale italiana della cultura 2022

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CERVETERI – Chi scrive non è rimasto sorpreso quando leggendo il comunicato stampa, inviatogli, come di consueto, dall’Ufficio Stampa del MiBACT, ha visto che Cerveteri è rientrata fra le dieci finaliste delle quali, una di esse, diverrà Capitale Italiana della Cultura nell’anno domini 2022.

I motivi per i quali davo quasi per scontato questo primo risultato sono (almeno quelli più importanti) sostanzialmente due. Il primo è quello che coloro i quali hanno curato e stanno curando, ulteriormente, il dossier sono di grande professionalità, esperienza e capacità operative, qualità già precedentemente ed ampiamente espresse in analoghe situazioni, ed, in questo senso, ha fatto sicuramente bene l’amministrazione comunale ad avvalersi di loro. Il secondo (checché se ne dica, piaccia o no,) è quello, innegabile, di una, comunque la si veda, stabilità politica che Cerveteri ha raggiunto negli ultimi due lustri. Un fatto questo assolutamente incontrovertibile il quale ha permesso a chi guida attualmente la Città Caerite di programmare quanto sopra. Ed in questo senso basta andare un poco a ritroso, non perdendosi in difficili indimostrabili “meandri” scritti, citando un semplice dato di fatto: in dieci anni, dal 1997 al 2007 (un lasso di tempo che può a norma di legge essere ricoperto anche da un solo sindaco in caso di rielezione) l’etrusca Caisra (Cerveteri) ha veduto l’avvicendamento di ben tre Sindaci e tre Commissari Prefettizi! Un dato di fatto con tutte le considerazioni che chiunque, comunque la veda, può fare da solo. E va detto, checché vada considerato, nella giusta maniera (e quindi non certo in modo iperbolico per la Candidatura che ha una sua forte connotazione culturale ed ambientale) il potere d’incidenza di ciò: l’avvicendamento di tre Soprintendenti Archeologiche ed una affiancante, e non trascurabile (sempre in ambito soprintendenziale), “scomposizione” parziale e poi ancora “ricomposizione” dei territori con relativi scorpori fra aree archeologiche ed attinenze museali con allargamenti e sottrazioni, non da poco, di cui comunque l’ambito archeologico di Cerveteri ha fatto sempre parte.

C’è un non trascurabile argomento culturale che forse potrebbe essere una delle carte vincenti in possesso di Cerveteri, che non so se è stato preso in considerazione e quanto, che è quello del Parco Archeologico Caerite una tematica che chi scrive conosce piuttosto bene e se chi legge avrà la voglia di arrivare fino in fondo ne capirà, chiaramente il perché. Entriamo subito nel dettaglio dei fatti: Nella prima stesura e pubblicazione ufficiale del Piano di Gestione del Sito UNESCO di Cerveteri e Tarquinia al cap. 5.2 (piani di azione) 3 (piano di valorizzazione del patrimonio culturale) si esplicita il preciso riferimento al Progetto vincitore del concorso del Parco Archeologico ove scorrendo appunto il Cap. 5.2.3 (che è articolato in Obiettivi Tematici, Politiche ed Azioni – divisi nei rispettivi incolonnamenti -) ed andando a leg¬gere nella colonna delle Politiche: “Conservazione e miglioramento del paesaggio caratteristico delle due necropoli” e nell’affiancante colonna delle Azioni: “Riqualificazione paesistica delle aree delle due necropoli” cita testualmente: “Si dovranno portare avanti le indicazioni contenute nei progetti già redatti per entrambe le necropoli. Nel caso di Cerveteri il, progetto risultato vincitore del concorso bandito dall’Amministrazione Comunale dovrà essere sviluppato…”.

Nello specifico di Cerveteri trattasi del progetto vincitore del Concorso Internazionale di Idee per l’istituzione del Parco Archeologico Caerite (Studio di fattibilità, ai sensi della LR Lazio 26/99, di un parco storico-naturalistico, ovvero di un insieme di sistemazioni paesistiche, di tutela recupero e promozione delle attività sostenibili che tengano conto dei valori ambientali, storici, archeologici ed artistici dei luoghi dell’area interessata). Nella relazione conclusiva della Commissione Giudicatrice del Concorso “Parco Archeologico Caerite” questo è il giudizio che si legge rispetto al progetto vincitore espresso dal “Gruppo Interdisciplinare Dierna” (comprendente fra gli altri, oltre alla figura dell’architetto anche quella dell’archeologo, dell’agronomo e del geologo) che aveva come capogruppo l’architetto Dott. Prof. Salvatore Dierna all’ epoca preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza”: “II Gruppo ha elaborato da molteplici punti di vista, un ottimo studio sull’analisi del territorio con particolare riferimento all’aspetto ambientale, archeologico e monumentale. Ottima la scelta di prendere in considerazione vari ambiti dell’intero comprensorio, anche al di fuori dei confini comunali, collegandoli tra di loro ipotizzando, tal modo, un sistema integrato di area vasta incentrato sul futuro “Parco Caerite”. Risulta, inoltre, particolarmente apprezzabile, nell’ipotizzare i finanziamenti, l’individuazione di risorse attingibili in sede di Comunità Europea”.

Entrando ancor più nello specifico accadde che il 15 maggio 2003 vi fu la chiusura dei verbali del Concorso Internazionale – come suddetto – (atti concreti ovviamente regolarmente verbalizzati) con un lavoro molto importante fatto da una Commissione qualificatissima di cui facevano parte fior di studiosi e professionisti: il famoso Prof. Giovanni Colonna titolare della cattedra di Etruscologia ed Archeologia Italica della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, la D.ssa Rita Cosentino archeologa della Soprintendenza Archeologica responsabile della Zona Archeologica di Cerveteri ed all’epoca anche direttore del Museo Nazionale Cerite, l’Arch. Luca Maggi dirigente capo della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Lazio, l‘Arch. Demetrio Carini dirigente capo dell’Assessorato Regionale Urbanistica e Casa della Regione Lazio, il Dott. Aldo Dominici dirigente capo dell’Assessorato Regionale all’Ambiente della Regione Lazio, la D.ssa Flaminia Santarelli dirigente capo dell’Assessorato Regionale alla Cultura della Regione Lazio e per il Comune di Cerveteri l’Arch. Alessandro Borgia in qualità di presidente della Commissione e lo scrivente in qualità di segretario della stessa, (Commissione istituita e conclusa sotto l’egida del Commissario Prefettizio D.ssa Paola Basilone successivamente anche ottimo Prefetto di Roma).

Va sottolineato come i Progetti primi tre classificati furono esposti al piano superiore del Museo Nazionale Caerite ove furono visionati dall’ispettore dell’UNESCO Arch. Dott. Prof. Giora Solar (all’epoca anche dirigente di vertice assoluto dell’ICOMOS – da sempre il braccio operativo dell’UNESCO) che ne riportò una più che ottima impressione. Vi è da dire che il Comune di Cerveteri è proprietario di tutti i progetti i quali hanno partecipato al concorso ivi compresi quelli che la Commissione Giudicatrice non esaminò perché carenti, a vario titolo, rispetto al disciplinare del bando. Progetti dai quali si possono ricavare tutte le idee possibili da applicare, nei vari ambiti di pertinenza, anche stralciandole dall’insieme. Il famoso e bravissimo prof. Solar (Persona di immensa Cultura dominante, fra l’altro, otto lingue straniere più vari dialetti internazionali al quale chi scrive consegnò 300 foto che aveva scattato durante le sue ispezioni che il Prof. Solar disse gli sarebbero tornate utilissime in sede UNESCO a Parigi), tenne pure una “lectio magistralis” nella Sala Conferenze della biblioteca comunale (allora alla “Boccetta”) nella quale sottolineò, ampiamente e con dovizia di particolari, quale “straordinario arricchimento per il Sito UNESCO sarebbe stato rappresentato dall’istituzione di un Parco Archeologico”.

Di parchi archeologici veri e propri (da non confondere con le Aree Archeologiche che sono molte) in Italia ve ne sono piuttosto pochi, fra questi i più vicini geograficamente a Cerveteri sono quello di Vulci e quello della Val di Cornia (nessuno dei due però facenti parte di un Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sebbene, anche loro, parchi archeologici di origine etrusca). Va anche detto che le risultanze del “Concorso Internazionale di Idee per l’istituzione del Parco Archeologico Cerite” entrarono a far parte del Piano di Gestione del Sito UNESCO, una sorta di “bibbia” del Sito UNESCO di Cerveteri/Tarquinia il quale fu portato, in seduta pubblica in sede MiBACT, come ottimo esempio per molti altri Siti UNESCO italiani che dovevano, obbligatoriamente, dotarsi del relativo e necessario Piano di Gestione.

A questo punto la domanda è d’obbligo: quanto può giovare al dossier Cerveteri, incentrato in particolare sulla Cultura e l’Ambiente, inserire, in itinere ed in concreto, la realizzazione del Parco Archeologico Caerite il quale, per un Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità di natura archeologica, rappresenta la perfetta summa storico – ambientalista da poter sicuramente spendere, ed essere conseguentemente molto apprezzato, in tutte le sedi possibili ( ed ovviamente e particolarmente dalla Commissione preposta alla scelta – che è molto attenta a queste peculiarità) come un di più che potrebbe rappresentare la carta vincente affinché Cerveteri divenga Capitale Italiana della Cultura 2022?

Arnaldo GioacchiniMembro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale