A S. Valentino si ride sull’amore nelle sale cinematografiche

come è bello far l'amoreCIVITAVECCHIA – Chi non ha mai canticchiato il noto motivetto della ‘Raffaella’ nazionale “Com’è bello far l’amore…”? Fausto Brizzi, che è piuttosto solito mutuare dalla canzone popolare i titoli per le sue altrettanto popolari commedie (vedi “Notte prima degli esami”), ha scelto la canzone Carrà per lanciare la sua nuova commedia, più surreale che romantica, in cui i rapporti di coppia vengono per la prima volta raccontati in tre dimensioni. Non è solo il 3d a incuriosire in “Com’è bello far l’amore”, ma anche quel triangolo un po’ strano, formato da una coppia quarantenne stressata e sessualmente arrugginita (le danno il volto Claudia Gerini e Fabio de Luigi), e dal bizzarro amico di lei (Filippo Timi), divo del porno in visita direttamente da Hollywood. E’ facile immaginare l’effetto che l’esperto ‘erotomane’ possa avere sull’annoiata routine familiare: un turbinio di situazioni al limite del comico, bizzarre e ammiccanti, che sfiorano il cinepanettone per ri -approdare poi in quella commedia romantica che tanto gusta al nostro Brizzi. Certo è che i balletti colorati, gli accenni al burlesque e i vari camei di stelle televisive, rendono il film una tappa obbligata per un’ ampia fetta di pubblico, e un buon compromesso per un S. Valentino all’insegna della risata. Il film è in programmazione al Royal.
Il multisala di Tarquinia poi, ci propone un altro S. Valentino cinematografico: anche qui le parole chiave sono matrimonio e comicità surreal – demenziale. Il regista è l’australiano Stephan Elliott (già dietro la macchina presa nel divertente e anticonformista “Matrimonio all’Inglese”): questa volta Elliott abbandona la nebbiosa Londra anni ’30 per approdare nella sua Australia contemporanea. Tuttavia, anche qui di matrimonio si tratta: in “Tre Uomini e una pecora” si narra del matrimonio ‘da incubo’ dell’inglese David e dell’australiana Mia: l’incubo in questione è rappresentato dagli amici di lui, tre casinisti guastafeste direttamente da Londra. Così non solo l’addio al celibato diventa un festino che supera di gran lunga i limiti del lecito, ma l’imbalsamata e borghese festa di matrimonio viene sovvertita completamente, generando situazioni esilaranti. Elliott è maestro nel riconoscere la tragicommedia della vita, e nello smascherare, con un linguaggio surreale e dissacrante, gli stereotipi borghesi, siano quelli di una imbalsamata famiglia inglese inizio-secolo o di una colorata (e ‘stra-rifatta’) compagine di ricconi australiani. Quale sia la vostra scelta, meglio smitizzarli un po’, quei leziosi cioccolatini che abbondano le nostre vie per il S.Valentine’s Day: magari con una sana risata in coppia.

Francesca Montanino