CIVITAVECCHIA – New York e Parigi: due città che nell’immaginario cinematografico di ciascuno di noi sono impresse a chiare lettere. Città che ci hanno fatto piangere e ridere, che abbiamo attraversato in ogni stagione, fino ad assaporarne ogni gusto, ogni profumo. A partire da questo weekend, queste città saranno esplorate al cinema da due ‘stranieri’ che ne faranno lo scenario ideale per raccontare le rocambolesche avventure (amorose e non) dei loro protagonisti. Una Parigi come non l’abbiamo mai vista ce la propone il genio di Woody Allen, approdato nella capitale francese (già esplorata in “Hello Pussycat” e “Tutti dicono I love you”) dopo l’amata New York (evocata in mille declinazioni nel corso una vastissima filmografia), e le parentesi londinesi e spagnole che hanno prodotto capolavori come “Match Point”, e commedie frizzanti come “Wicky Cristina Barcellona”. In “Midnight in Paris”, amatissimo allo scorso festival di Cannes, Allen decide di metterci alle calcagna di Gil (Owen Wilson) sceneggiatore hollywoodiano che sogna di fare lo scrittore, nelle sue passeggiate notturne per una Parigi segreta, capovolta, dimentica del glamour tutto contemporaneo del giorno per schiudersi di notte ad un viaggio nel tempo, fino alle frenesie culturali degli anni ‘20. Gil è in Francia per una vacanza con la sua futura sposa Inez (Rachel McAdams) e i genitori di lei: un viaggio da ‘upper class’ passato tra visite a musei, degustazione di vini e cene nouvelle cuisine. Attratto dall’effetto calamitante che la città produce in lui, Gil si addentra a tarda notte in una Ville Lumière chiusa al pubblico, per assistere al miracolo: Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso sono lì, in carne e ossa, riuniti in quei loro cenacoli che hanno determinato la direzione dell’arte e della letteratura di oggi. Tra orchestrine Jazz e affascinanti femme fatales, Gil resterà completamente stregato dalla magia della Parigi del passato, tornando lì ogni notte, nella speranza che il miracolo si ripeta. Ma il viaggio a ritroso sarà solo l’occasione per comprendere quanto, nell’arte come nella vita, sia necessario cercare nel presente le proprie ragioni di esistere. Ad atterrare a New York è invece l’italiano Fabio Volo, che sceglie le strade affollate della metropoli per far da sfondo all’educazione sentimentale di Giacomo Pasetti, protagonista prima del suo romanzo, e ora dell’omonimo film “Il giorno in più”. Affidata la regia a Massimo Venier, Volo scrive la sceneggiatura del film, riservandosi il ruolo di protagonista assieme ad Isabella Ragonese. Giacomo è un fobico delle relazioni stabili: uomo simpatico e di successo, riesce accuratamente ad evitare ogni relazione che duri più di pochi giorni. L’incontro con una sconosciuta sul tram lo folgora: riesce ad abbordarla, e scopre che lei sta per partire per New York, dove ha intenzione di restare per sempre. Un po’ per gioco un po’ per desiderio, Giacomo approfitta di uno scalo a New York durante un viaggio di affari per raggiungerla. Una volta insieme i due accetteranno un gioco pericoloso: fare i fidanzati a tempo, solo per il breve periodo della vacanza di Giacomo. Ovviamente al cuore non si comanda, e basta un attimo perché il gioco sfugga di mano. Entrambi i film sono da oggi in programmazione a Tarquinia.
Francesca Montanino






