Unità d’Italia: tutti in parata ad aspettare il treno Fs …che non passa!

Stazione FsCIVITAVECCHIA – Se ne è parlato tanto quando era lontano, poi polemiche, speculazioni, dibattiti storiografici e infine è arrivato e passato questo anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia. A Civitavecchia si fa un bilancio soprattutto tra chi si è dato da fare per festeggiare la ricorrenza: soddisfatta la Cgil visto che, malgrado la pioggia, si è svolta ugualmente l’iniziativa, promossa dal sindacato. Mercoledì, dalle ore 16,30, in Viale Garibaldi, nei pressi della statua, si sono radunate un centinaio di persone intorno a vessilli e bandiere italiane e della Cgil. L’iniziativa, dopo la deposizione di un mazzo di fiori sotto la statua di Garibaldi, è proseguita con le esibizioni della banda “Giacomo Puccini” e della corale “Guido D’Arezzo”, sotto l’adiacente Galleria. Dalle ore 19,30 fino a tarda notte, l’iniziativa è proseguita poi presso di via Togliatti dove, con lo storico Carlo De Paolis, in presenza di molti partecipanti, si è sviluppato un importante ed interessante approfondimento sul Risorgimento e sul ruolo del territorio di Civitavecchia e dei civitavecchiesi nei processi che portarono all’unità d’Italia. Successivamente, dopo un pasto offerto dalla CdLT, l’iniziativa è proseguita con la proiezione di filmati inerenti a manifestazioni nazionali e locali della Cgil”
Anche il Liceo Scientifico Galilei, nella sede di S. Marinella, ha celebrato la ricorrenza dei 150 anni d’Italia. Anche qui viva soddisfazione da parte degli organizzatori che segnalano come “al di là di ogni aspettativa, gli studenti hanno partecipato con entusiasmo alla festa cimentandosi in letture, recitazioni e brani musicali sulla storia d’Italia. “Un’unità quella italiana, che unica al mondo è stata in primis unità artistica, culturale e solo infine politica” come la dirigente Maria Zeno ha voluto sottolineare nel suo intervento. Dunque Petrarca e Machiavelli, Foscolo e l’esilio, la formazione della lingua italiana e Verdi, la contro-storia del Risorgimento e l’”annessione” del Regno delle Due Sicile, Emilio Lussu e Mario Rigoni Stern, il monumento a Vittorio Emanuele III e l’articolo 11 della Costituzione. Davvero intensa la partecipazione al lavoro corale che ha visto la collaborazione di tutte le classi e di tutti gli insegnanti. Ha chiuso la cerimonia la lettura della lettera del giovane soldato che di lì a poco avrebbe perso la vita a Cefalonia. Scritta al padre del professore Asmone e da questi gelosamente custodita e letta ai suoi giovani allievi a futura memoria. Le note dell’inno nazionale, eseguito con fervore da tutti i presenti,  hanno concluso la cerimonia.
Ma nell’ambito dei festeggiamenti è successo anche qualcosa degno di un romanzo di Kafka, come segnala Stefano Schiavi, membro del coordinamento regionale di Futuro e Libertà per l’Italia che rimprovera l’amministrazione di non essere stata promotrice né di aver partecipato ad alcuna iniziativa celebrativa, a parte “partecipare ad una manifestazione, per altro ospite di Trenitalia, che ha pure deluso visto che il treno non tricolore non è arrivato.” Il treno tricolore, infatti (iniziativa delle ferrovie per le celebrazioni del centocinquantenario), atteso ieri mattina alla stazione Fs di Civitavecchia in pompa magna si è fatto aspettare invano, con immaginabile imbarazzo dei presenti e degli organizzatori. Una scena che in effetti, purtroppo, più che da un romanzo di Kafka, sembrava uscito da un film di Paolo Villaggio, con banda municipale, autorità politiche, militari e religiose schierate diligentemente in parata sui binari della stazione fino alla serafica e disarmante risposta di un capostazione alla domanda sul perché il treno tardasse così tanto: “Ma qui non deve passare nessun treno!”. L’amara conclusione di Schiavi, tuttavia, più che infierire sull’episodio ritorna sulla grave assenza istituzionale (anche fisica nel caso del sindaco Moscherini, attualmente a Miami) e sull’incapacità di essere promotori di alcunchè per una data così importante. “A quanto pare proprio nulla.” commenta il dirigente Fli. “ Nemmeno a Civitavecchia ci fosse una giunta leghista.”