Ufficio dogane: qualche soluzione, ma i problemi restano

ingresso portoCIVITAVECCHIA – Arriva qualche risposta positiva dall’Agenzia delle Dogane per gli uffici di Civitavecchia, da tempo alle prese con gravi problemi di strumenti e di organico. Come informa il Segretario Regionale Uilpa Dogane Lazio Virgilio Tisba, dopo le numerose sollecitazioni inviate, si è giunti alla risoluzione delle problematiche inerenti i collegamenti telematici con l’attivazione di una postazione scanner e degli uffici doganali siti presso il recinto di Tc dei container. “Altro aspetto importante da rilevare – sottolinea Tisba – è l’immediato avvio dei lavori per la nuova sede doganale, idonea alla collocazione di circa 110 unità. Appare superfluo ricordare ancora una volta l’importanza strategica del Porto di Civitavecchia, primo in Italia e in Europa per traffico crocieristico, e sede di molteplici traffici mercantili. Grazie ad accordi presi dall’Autorità Portuale con la maggior società operante nel settore, come è noto il numero dei container movimentati, a partire da gennaio 2011 arriverà a 100.000 cnt”.
Nell’ambito di tale scenario, pertanto, la Uilpa Dogane Lazio  ribadisce ancora una volta, “la necessità, ormai non  più procrastinabile, di attuare, da parte dell’Agenzia delle Dogane, le idonee procedure per incrementare il personale dell’Ufficio di Civitavecchia; appare evidente, infatti, come tale prerogativa risulti essenziale per assicurare la
piena operatività dell’Ufficio, nel rispetto degli standard qualitativi dei controlli e di  tutti gli altri servizi”. In tal senso forte preoccupazione viene espressa da Tisba per la notizia che la sede dirgenziale dell’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia sarà vacante a partire dal 1 dicembre prossimo, ritenendo che sia fondamentale per l’Ufficio “mantenere, in tale frangente, una continuità di gestione che negli ultimi due anni ha permesso di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati per questa struttura. Un’eventuale avvicendamento alla dirigenza dell’Ufficio delle Dogane di Civitavecchia – conclude Tisba – comporterebbe un’inevitabile ricaduta sull’organizzazione dello stesso, con una conseguente ripercussione negativa sull’operatività nei vari settori. Tale ipotesi, in questo momento estremamente delicato, mal si concilia con le aspettative sempre più pressanti del commercio”.