Sanzioni per 36.000 euro della Guardia costiera a difesa dell’ambiente

necropoli mattonara 2CIVITAVECCHIA – Capitaneria di Porto particolarmente attiva nella tutela dell’ambiente. Un settore di intervento nevralgico per la Guardia costiera cittadina che ha avuto ulteriore linfa con l’assunzione del Comando da parte del Capitano di Vascello Pietro Vella.
Negli ultimi mesi si sono infatti incrementati i controlli sulle emissioni di fumo da parte delle navi e sulla difesa dell’habitat marino e costiero, anche attraverso l’impiego di aeromobili i quali sorvolando l’area Compartimentale, hanno effettuato telerilevamenti fornendo dati, informazioni e parametri termici, per l’elaborazione di mappe tematiche, successivamente enfatizzate e studiate in collaborazione con i tecnici dell’Arpa Lazio e del Laboratorio di Oceanologia Sperimentale dell’Università della Tuscia.
Inoltre, a consolidamento di ciò, sono state effettuate campagne e specifiche missioni di campionamento lungo la costa di giurisdizione ove sfociano fossi, fiumi e scarichi industriali. Un monitoraggio che ha interessato anche alcune aree fluviali d’importanza strategica nell’entroterra risultati essere corsi d’acqua superficiali dei fiumi Marta e Fiora, su cui incide anche l’esercizio dell’attività agricola nei campi limitrofi.
Controlli a tappeto sono stati effettuati anche sui depuratori e sulle reti fognarie delle civiche amministrazioni, date in gestione a società private che hanno portato all’individuazione di scarichi non autorizzati, violazioni delle prescrizioni e non rispetto dei limiti tabellari (ossia scarico di acque insufficientemente depurate).
Nel complesso, ad oggi, sono state erogate sanzioni amministrative pari a 36.000 euro, ma secondo la Capitaneria la cifra è destinata a salire sensibilmente se si considera l’incipiente arrivo dei risultati delle analisi chimiche e microbiologiche effettuate, per altri accertamenti interconnessi, ad evidenti anomalie.
Inoltre, è in fase di esecuzione uno studio di caratterizzazione microbiologica del litorale che va da Ladispoli e Tarquinia, in collaborazione con il Laboratorio di Oceanologia Sperimentale dell’Università della Tuscia, finalizzato ad individuare aree costiere soggette, eventualmente, ad accumuli di microorganismi patogeni.