CIVITAVECCHIA – Due giorni da incubo per i pendolari. E se questo è il prologo dell’estate c’è veramente da tremare. La due giorni di passione è iniziata ieri, quando un guasto tra la stazione di Civitavecchia e quella di Ladispoli ha causato ritardi di circa 30 minuti su tutti i convogli; ulteriori ritardi si sono poi accumulati anche per un treno fermo tra le stazioni di San Pietro ed Aurelia. Risultato: tre treni sui sedici in circolazione nei due sensi tra le 19:30 e le 22:00 soppressi, e gli altri che, insieme, hanno sommato cinque ore e un quarto di ritardo.
Ma il clou si è verificato stamattina, quando intorno alle 8.20 un treno si è fermato tra Maccarese ed Aurelia a causa di un guasto. Risultato: 400 persone bloccate in aperta campagna ed in piena linea per due ore e quaranta, finché non si è trovato un locomotore che, a sforzo collegato all’elettromotrice in avaria, ha trainato il treno fino ad Aurelia, dove i passeggeri sono stati fatti scendere ed hanno dovuto attendere altri 20 minuti fino all’arrivo del treno successivo In breve, tre ore e mezzo per 20 chilometri. I treni successivi, grazie anche all’intervento del direttivo del Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord, sono stati deviati per Ponte Galeria accusando ritardi di “solo” 15-30 minuti.
“Quanto sta avvenendo in questi giorni è intollerabile – commenta per il Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord, Andrea Ricci – Il Comitato aveva già pronta una lettera per chiedere a Regione e Trenitalia un incontro urgente per sapere quali provvedimenti stessero essi prendendo per porre riparo alle continue soppressioni e ai continui ritardi sulla linea e quali penali siano state comminate in questi tre mesi per tale motivo a Trenitalia. Peraltro, quando si viaggia tutti i giorni su treni con le porte di intercomunicazione legate con lo spago affinché non cadano e con i braccioli dei sedili con i buchi per la ruggine, cosa bisogna aspettarsi a livello di meccanica? Ma, dopo i fatti di oggi, alle proteste seguirà inevitabilmente un esposto. Non c’è alcuna ragione di ‘economia’ che giustifichi un tale decadimento della qualità. Il Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord non si augura un inasprimento degli animi tale che porti alcuni ad azioni clamorose. Ma perché ciò non avvenga, la palla è nelle mani di Trenitalia, di RFI, della Regione Lazio, del governo centrale. Non certo nelle nostre”.
Ferma presa di posizione anche da parte del Consigliere regionale Gino De Paolis. “Sono ormai anni che cerchiamo di insistere su questo punto e portare Trenitalia ad assumersi la responsabilità di risolvere un problema sempre più grave e che va a colpire studenti e lavoratori ogni giorno impegnati a percorrere una corsa ad ostacoli – il suo commento – Questa mattina per un guasto, il viaggio si è trasformato in una prigionia per i cittadini, in attesa di soccorsi arrivati con ritardi inaccettabili. “







