La Guardia Costiera “pesca” un peschereccio in attività proibita

guardia costieraCIVITAVECCHIA – Navigare davanti l’imboccatura dei porti è un’azione non consentita, perché estremamente pericolosa e ammonita dal Regolamento di Sicurezza in Mare, reso esecutivo da un’Ordinanza della Capitaneria di Porto di Civitavecchia.
Ancor più pericoloso è pescare nella cosiddetta zona del “cono”, ovvero la figura riportata sulle carte nautiche che, nel rispetto delle regole, disciplina l’ingresso e l’uscita delle navi dal porto, in totale sicurezza.
E’ accaduto così che nel pomeriggio di oggi, la motovedetta SAR CP 891, di rientro dopo un pattugliamento programmato, ha battuto al radar un’imbarcazione che tagliava il cono del porto di Civitavecchia in maniera non consentita, perché estremamente pericoloso per la sicurezza della navigazione. Tempestivamente il mezzo nautico della Guardia Costiera ha raggiunto il punto, rilevando visivamente che si trattava di un motopeschereccio della flotta civitavecchiese, in attività di pesca a strascico.
A tal punto, il Comandante dell’unità Cp 891 ha contattato via radio il trasgressore, ordinando l’immediato sgombero della zona di rischio. Una volta messa in sicurezza la zona, il peschereccio è stato fermato ed ispezionato.
A bordo gli uomini della Capitaneria di Porto hanno trovato oltre 80 chili di pesce, confiscato, secondo normativa vigente, perché non pescato regolarmente.
Per di più il Comandante del peschereccio è stato sanzionato con una pena pecuniaria di 4.000 euro, oltre che il sequestro amministrativo delle reti utilizzate.
Beneficiari dell’atteggiamento scellerato di questo peschereccio è stata la Comunità Mondo Nuovo a cui, come di consueto, e come consentito dalle norme, andrà donato il pesce confiscato.