Il ritorno all’oscurantismo viaggia su un camion pubblicitario

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CIVITAVECCHIA – La campagna contro l’aborto di “Pro vita” è arrivata anche a Civitavecchia.

Questa mattina i suoi camion pubblicitari hanno fatto la loro comparsa in città e non sono passati inosservati. Gli attacchi contro i diritti delle donne, contro l’autodeterminazione del proprio corpo, tendenti a colpevolizzare l’esercizio di un diritto sancito dalla legge 194/78, sono ormai all’ordine del giorno in tutto il territorio nazionale e non solo.

La speranza di un ritorno all’oscurantismo si nasconde dietro un poster 4×4, i residui di una società patriarcale girano su quattro ruote tra le principali città italiane. Poco importa dei diritti delle donne, sapendo benissimo che minare le fondamenta della legge 194 significa incentivare gli aborti clandestini con grave pericolo per la salute e la vita della donna. Ma in una società oscurantista i diritti delle donne sono nascosti sotto il tappeto dell’ipocrisia, dei falsi moralisti, dei ladri di democrazia (compreso il diritto alla salute).

Ladri di democrazia perché la legge sull’aborto fu sottoposta a referendum nel 1981  dimostrando che aveva il consenso della gran parte degli italiani: donne e uomini. Su quella legge il popolo si è pronunciato. Questa pietra miliare frutto di lotte e di rivendicazioni, soprattutto delle donne, non verrà certo cancellata da manifesti risalenti all’età della pietra.

Il voler colpire un diritto regolato dalla legge significa incentivare il ricorso a pratiche clandestine che care sono costate alla salute e alla vita delle donne, gonfiando le tasche di chi, con quel divieto, si è arricchito. Civitavecchia è una città coraggiosa, una città forte, abitata da donne e uomini che mai si sono arresi davanti a lotte così importanti come il diritto di autodeterminazione del proprio corpo. Promettono ancora battaglia e sono così belle queste donne combattenti, belle come la democrazia.