Dopo il servizio delle “Iene” la Procura avvia i controlli e sequestra il mosciame

CIVITAVECCHIA – Ha avuto un epilogo giudiziario il servizio mandato in onda il 29 ottobre scorso dalle “Iene” in cui si certificava la vendita e somministrazione di mosciame di delfino (mammifero la cui cattura è assolutamente vietata per effetto della Convenzione di Washington) all’interno di un noto ristorante di Civitavecchia. Successivamente alla trasmissione della puntata, infatti, grazie anche alla dovizia di particolari con cui era stata abilmente ricostruita la storia e le modalità con le quali il ristoratore entrava in possesso del prodotto ed il nome in codice “black” con il quale per prudenza serviva la prelibatezza, la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha deciso di aprire un apposito fascicolo, delegando per i successivi e necessari accertamenti la locale Capitaneria di porto ed il Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, per le attività tecniche investigative.
L’attività di indagine, protrattasi nel corso dei mesi appena trascorsi, portava all’individuazione dei responsabili della commercializzazione e somministrazione del filetto di delfino, nei confronti dei quali venivano disposti appositi controlli, del suddetto personale, culminanti con la perquisizione presso le abitazioni e le relative pertinenze nonché nei luoghi nella disponibilità degli indagati. A seguito di questa attività venivano rinvenute e sequestrate, a norma dell’art. 252 c.p.p., delle confezioni sottovuoto contenenti mosciame di delfino, pronto per essere venduto, con notevoli ritorni economici.
Le indagini proseguiranno ora verso la ricostruzione dell’intera filiera, dalla cattura del prodotto fino al consumo, passando per la sua commercializzazione, nonché verso la verifica dell’eventuale somministrazione dello stesso in altri ristoranti della Regione.