Di nuovo i barbari alla Frasca: arrivano le multe ma urgono controlli

CIVITAVECCHIA – Non è bastato lo scempio di Pasquetta per tutelare la Frasca dalla seconda invasione dei barbari, calata nella giornata del 1 Maggio. Eppure lo spettacolo indecente apparso all’indomani del 22 aprile, con cumuli di rifiuti abbandonati nella pineta e testimonianze varie di vandalismo, avrebbero dovuto indurre gli enti preposti a programmare una sorveglianza speciale di un’area diventata da poco Monumento naturale, in previsione della seconda e scontata “invasione” di mercoledì scorso. Sorveglianza necessaria soprattutto dopo l’opera di sensibilizzazione di quegli ammirevoli volontari che avevano ripulito la Frasca dai rifiuti della Pasquetta; e in virtù della specifica richiesta di maggiori controlli nella giornata del 1 maggio, formulata dal Forum Ambientalista in una nota ufficiale inviata il 26 aprile alla Stazione dei Carabinieri Forestali di Civitavecchia, all’Arsial e per conoscenza al Regione Lazio e al Comune di Civitavecchia.

Una sollecitazione che la Stazione dei Carabinieri Forestali non ha affatto trascurato, garantendo la presenza di una pattuglia che ha comminato svariate sanzioni amministrative alle vetture trovate all’interno dell’area perimetrata della Frasca; multe salate che nei prossimi giorni arriveranno nelle case degli incivili invasori della pineta.

Tuttavia l’esiguità del personale a disposizione della Stazione di Civitavecchia non ha consentito un accertamento più stringente dei vari illeciti commessi all’interno della Frasca e ben documentati nelle foto da noi pubblicate: fuochi accesi a terra, rifiuti abbandonati nella pineta, rami e alberi tagliati per l’accensione dei falò; un’autentica devastazione.

Ed è proprio questo il punto. La Stazione dei Carabinieri Forestali di Civitavecchia può contare su appena sei uomini suddivisi in due pattuglie che devono alternarsi, una la mattina e l’altra il pomeriggio, per sorvegliare un territorio che si estende da Civitavecchia fino a Ladispoli, passando per I Terzi. Un territorio troppo esteso ed un personale troppo esiguo troppo poco per garantire una reale sorveglianza delle aree verdi e di quelle protette, assicurando una ferrea repressione di illeciti e reati.

Soprattutto in vista dell’estate, dunque, e l’elevato rischio incendi, gli enti preposti alla tutela del nostro ambiente dovrebbero prendere seriamente in considerazione il problema e programmare una serrata attività di controllo. L’arrivo dei barbari e le loro devastazioni, purtroppo, sono sempre dietro l’angolo.

 

Marco Galice