Color fumo di Civitavecchia

centrale tvnCIVITAVECCHIA – Ma la centrale di Torre Valdaliga Nord non doveva essere riconvertita a carbone secondo i principi del carbone pulito?
A giudicare dalle ennesime foto pervenute in redazione (e scattate domenica mattina intorno alle 9), si direbbe che questo carbone sia tutto fuorché pulito: o, quantomeno, ciò che ne esce fa assomigliare tristemente Civitavecchia ad un’immagine delle fabbriche inglesi dell’Ottocento, quelle, per intenderci, dalle quali è nata l’espressione “grigio fumo di Londra”.
Secondo i principi che dovrebbero regolare gli impianti basati sulla fonte energetica del carbone pulito (che, va ricordato, è diversa dalla vecchia fonte energetica del carbone classico, quello usato, appunto, nell’Ottocento), i guadagni dovrebbero essere un aumento della sicurezza, dell’efficienza energetica dell’intero Paese ed una riduzione delle bollette nelle città vessate dall’inquinamento prodotto. Magre consolazioni che, in ogni caso, a Civitavecchia non si sono ancora verificate, ma siamo certi che ciò avverrà… Quando vedremo fluttuare nell’aria asini volanti, probabilmente!
In compenso, però, possiamo vantare un volume di emissioni inquinanti e altamente produttive di effetto serra pari a quelle di Paesi illuminati quali l’Estonia o la Bielorussia, tantissima anidride carbonica (che, ricordiamolo, oltre ad inquinare, potrebbe aumentare il rischio di terremoti in quanto lubrifica le zolle geologiche con cui viene a contatto) iniettata nel sottosuolo, pericolo di fuoriuscita di arsenico cloro e fluoro che, anche se ben sigillati, inquinano le risorse idriche delle zone interessate e, dulcis in fundo, costi spropositati di gestione che non permettono l’ormai famigerato taglio delle bollette.
Chi tra i civitavecchiesi non vede le nubi tossiche che coprono la città e i dintorni? Chi, nell’estate appena passata, non ha visto i pesci morti a riva? Chi non ha notato lo sporco grigiastro sui balconi? Sarà la salsedine oppure la supertecnologica centrale a carbone?
Ma non c’è assolutamente da preoccuparsi, perché, con l’emissione di 10,3 tonnellate di anidride carbonica di Torre Valdaliga Nord, che fa parte di un insieme di impianti altrettanto portentoso costituito anche da Torre Valdaliga Sud e dalla centrale di Montalto di Castro, vantiamo il secondo polo più inquinante d’Europa: quindi, cari concittadini, rallegriamoci del fatto che, se continueremo di questo passo, potremo facilmente raggiungere il primo posto! E tutto ciò è ampiamente dimostrato dalle due belle foto scattate dai no coke per mostrare che, da oggi in poi, si potrà anche dire “Che bell’abito, color fumo di Civitavecchia”!