“Abbasso le difficoltà… Viva la scuola!”

StudentiCIVITAVECCHIA – Presentato quest’oggi, presso la sede della Fondazione Cariciv,  il progetto “Abbasso le difficoltà… Viva la scuola!”  che vede coinvolta una rete di scuole del comprensorio, con capofila il V Circolo Didattico di Civitavecchia, comprendente il 261° Circolo Didattico Santa Marinella, la Scuola Media Flavioni, l’Istituto Comprensivo Allumiere e l’Istituto Comprensivo  Marina di Cerveteri.
Il progetto, reso possibile grazie al finanziamento della Fondazione Cariciv, sarà attuato da un team di docenti che per due anni hanno seguito un intenso percorso di formazione sul metodo Feuerstein  e che, nell’applicazione dello stesso, utilizzeranno gli strumenti specifici di cui necessita.
“Ogni alunno – spiega il Responsabile Amministrativo del progetto Damiria Delmirani – lavora su schede che fanno parte del Pas (Programma di Arricchimento Strumentale), composto da un insieme di esercizi, utilizzati come mezzi per potenziare le capacità mentali, e da un elaborato sistema d’insegnamento basato sull’esperienza di apprendimento mediato. Sei un uomo, sei modificabile. È questa la ‘filosofia’ che vige all’International Center for the Enhancement of Learning Potential (Icelp) di Gerusalemme, istituto di ricerca, formazione e terapia fondato nel 1992 da Reuven Feuersteìn. Psicologo dì fama mondiale, Feuerstein è, infatti, il padre della teoria della modificabilità cognitiva strutturale che propone un nuovo metodo rivoluzionario di apprendimento mediato per soggetti, bambini, adolescenti e adulti, in situazione di svantaggio. Feuerstein dice una cosa tanto semplice quanto rivoluzionaria: l’intelligenza può essere insegnata. Non è un’eredità immodificabile che ciascuno di noi si porta dietro per sempre, senza possibilità di evoluzione. E invece un insieme di abilità e di processi mentali che ci permettono di dare un senso al mondo e di acquisire le informazioni per risolvere i problemi che ci vengono posti. Un fenomeno dinamico, insomma, che si può imparare”.
“Nell’immediato dopoguerra – prosegue la Delmirani – Feuerstein, ebreo romeno, era scampato dai campi di concentramento nazisti. Approdato in Israele, si trovò a doversi occupare, come psicologo, dei bambini sopravvissuti ai campi di sterminio, strappati ai genitori o testimoni della loro morte nelle camere a gas. Molti di essi, privati per anni di qualsiasi esperienza umana, avevano gravi problemi di apprendimento. I test psicologici fornivano risultati impietosi. Il quoziente d’intelligenza (Q.I, calcolato su 100 punti) spesso non superava 70 punti. Stando alle tabelle, dovevano definirsi deficienti. Con testarda pazienza Feuerstein cercò di penetrare il muro di apatia che il terrore aveva costruito attorno a questi bambini. E ci riuscì. Lentamente cominciarono a cambiare, a imparare. Nel giro di qualche anno poterono essere reinseriti nelle classi normali.
Chi aveva ragione? I test o Feuerstein? I fatti erano inequivocabili, davano ragione al professore. Qualcosa nei test non funzionava. «C’è un equivoco fondamentale», racconta lui. «I test ci dicono quanto un bambino ha già imparato. Non ci dicono nulla delle sue possibilità di apprendimento. Seguendo questa mia convinzione ho sviluppato un esame che non vuole fotografare il bambino così come è, ma cercare di misurare la sua capacità di imparare: il Pad, Potential Assessment Device». Gli psicologi di tutto il mondo rimasero scandalizzati. Anche perché Feuerstein volutamente viola tutte le regole della cosiddetta obbiettività scientifica. Fondamentale per Feuerestein è infatti il ruolo del mediatore nell’esperienza di apprendimento; durante i test interviene, incoraggia il bambino, lo loda se fa bene, lo orienta se prende una direzione sbagliata”.
Il gruppo di progetto delle scuole coinvolte è composto dai docenti Teresa Lucignani, Bendetta Carrazza, Serena Rosati, Annamaria Cesareo e David Stella.