Tarquinia. “Agraria in affanno o amministratori inefficienti?”

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TARQUINIA – Dal Movimento Civico per Tarquinia riceviamo e pubblichiamo:

” Agraria in affanno o amministratori inefficienti? Questo è quello che si domandano i cittadini di Tarquinia.
Qualcosa nella macchina amministrativa dell’Ente Agraria si è inceppato. Fanno riflettere, infatti, i numeri delle carenze politiche portate avanti da quest’Amministrazione a due anni di distanza dal loro insediamento, carenze che aumentano con la mancata approvazione dei conti consuntivi – 2017 e 2018 – entro i termini previsti dalla legge. Come mai? Forse non sono stati inviati in tempo i documenti contabili relativi ai rendiconti di gestione che vanno dal 2017 ad oggi?
Il Movimento Civico per Tarquinia chiede i dovuti chiarimenti sul perché di questa grave mancanza.
A tutt’oggi, il mancato rispetto degli obblighi normativi in materia e i dati confermano una situazione economica più grave di quella degli anni passati.
Le lagnanze, inutili a questo punto, riescono a dirci tutto e niente, non sono più comprensibili giustificazioni generiche.
Sta di fatto che gli attuali Amministratori ancora a fine 2019, non hanno approvato gli schemi di bilancio dal 2017 commettendo un’enorme violazione.
Scusate la franchezza, ma cosa prevede la normativa?
Il decreto legislativo n. 267 del 2000, applicato all’Ente Agraria per affinità, stabilisce che in caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il 30 aprile dell’anno successivo, si debbano applicare le procedure contenute nello stesso. Vale a dire: se la Giunta non ha predisposto lo schema di bilancio nei termini previsti dalla legge, la Regione Lazio deve nominare un proprio Commissario Straordinario affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al Consiglio. Se il Consiglio non approva lo schema, la Regione Lazio deve, allora, concedere un nuovo termine di 20 giorni, trascorso il quale nomina un Commissario Straordinario che si sostituisce all’Amministrazione attualmente inadempiente iniziando così di fatto la procedura di scioglimento del Consiglio stesso.
Lo stesso Commissario garantirà la gestione ordinaria dell’Ente fino all’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione.
A seguito dell’esercizio della funzione svolta dal Commissario Straordinario regionale, con decreto del Presidente della Regione Lazio si procederà all’indizione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio del suddetto Ente Agrario. In merito a ciò si fa notare un’altra grave mancanza da parte di quest’Amministrazione che, seppur entrata in vigore la legge n. 168 del 2017 in materia di domini collettivi, come mai non ha ancora fatto nessun passo in avanti per adeguarsi a questa nuova normativa?
La nostra interrogazione è incentrata soprattutto sulla disciplina sanzionatoria prevista nei confronti dell’Ente per il quale è stata registrata la mancata approvazione dei bilanci di previsione, dei rendiconti e il mancato invio di tali documenti – se di questo si tratta. Quando viene meno l’approvazione di bilancio e di rendiconto, per forza di cose deve essere chiamato in causa lo Stato, nello specifico la Regione Lazio, in quanto organo di vigilanza.
In conclusione, visto che da ben due anni i consuntivi non sono approvati nei termini di legge, visto che le leggi da qualche tempo oramai in vigore non vengono applicate ma si continua a far finta di nulla, la domanda sorge spontanea, si tratta “di una questione di natura organizzativa o politica”?
Un Ente ben organizzato deve rispettare i termini e le leggi e ciò, sia nel credito della collettività poiché gestore dei suoi beni e sia, ma soprattutto, nel riguardo di quei dipendenti che dovranno pur sapere che fine faranno loro e questo storico Ente!
Unitamente a questa riprovevole situazione vogliamo rammentare che, tre mesi orsono demmo notizia della dichiarazione di fallimento della società Maretour con conseguente perdita di sessanta posti di lavoro, nonché dell’impedimento a più di seimila turisti di poter frequentare il campeggio in località Spinicci. In tale località quest’estate erano stati istallati, su commissione dell’Amministrazione Comunale, dei parcheggi a pagamento nella pineta dell’Università Agraria.
Che fine hanno fatto gli incassi sugli stalli a pagamento ubicati sulla pineta dell’Ente?
Sono stati consegnati all’Ente per risanare i propri debiti?
Per concludere informiamo i nostri concittadini che, come già detto, sono proprietari indistintamente dei beni collettivi mal-gestiti dall’Università Agraria, che il Presidente ha ufficialmente chiesto all’Ente Agrario (di fatto a se stesso) la dilazione del canone annuo del terreno avuto in concessione dall’Università Agraria e che, come lui, sembrerebbe aver fatto suo fratello. La cosa anomala sembrerebbe essere dovuta alla mancata formalità (delibera, pubblicazione, e così via) di tale agevolazione verso tutti gli utenti dell’Ente. Oltre a ciò sembrerebbe che tali canoni di locazione sarebbero da destinare a ripianare il debito dell’Università Agraria verso l’Agenzia delle Entrate. Distrazione di fondi?
Sono passati due anni dall’insediamento del centrodestra all’Amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia, a guida centrodestra, Amministrazione che non è riuscita a “cavare un ragno dal buco”, anzi, al contrario, sembra averlo ricacciato molto più in fondo.
Sosteniamo, ad oggi, cara Amministrazione, che non resta che una sola decisione da prendere, dare le dimissioni!”.

Il Movimento Civico per Tarquinia

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