S. Marinella. Settanni: “Accordo fra Comune e Federbalneari: un esempio di lobbismo che offusca l’etica amministrativa”

SANTA MARINELLA – “Leggere i comunicati che riguardano i successi dell’amministrazione di Santa Marinella fa inevitabilmente insorgere perplessità….almeno se si ragiona con onestà intellettuale sulle cose che vengono raccontate”.  Lo dichiara il Consigliere comunale del Gruppo misto Francesco Settanni.

“Come riportano numerosi organi di stampa – prosegue Settanni – la giunta Tidei ha formalizzato un accordo con Federbalneari affinché i tecnici dell’associazione di categoria redigano “a titolo gratuito” un nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili. Forse ai più la cosa potrà anche risultare normale, ma andiamo a fare un’analisi della questione a cominciare dall’aspetto terminologico. Il PUA è un documento, uno strumento di programmazione e regolamentazione del bene demaniale per fini turistici, in un regime di compatibilità con gli obiettivi di tutela e salvaguardia dell’ambiente costiero e stabilisce le regole attraverso cui disciplinare la fascia demaniale marittima esclusivamente ai fini delle concessioni demaniali.
La Federbalneari è l’Associazione di categoria degli operatori dell’Industria del Turismo Costiero e Ricettivo e del Demanio Marittimo Italiano che materialmente ricevono ed utilizzano le concessioni demaniali. Il Comune, in questo settore, è l’ente responsabile della gestione delle concessioni e della regolamentazione dell’utilizzo del Demanio Marittimo ubicato nel proprio ambito territoriale”.

“Proprio a maggio 2021 – prosegue – il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato il Piano di Utilizzazione degli arenili regionali ed i Comuni hanno 180 giorni di tempo per adeguare il proprio documento di programmazione a quello regionale. In particolare, fra le varie cose che dispone il PUAR, i Comuni: – devono riservare una quota del 50% per le spiagge a “fruizione pubblica” e sono tenuti a garantire, lungo l’arenile di propria competenza, un’equilibrata presenza di spiagge libere e di spiagge libere con servizi. A tal fine individuano ambiti omogenei nei quali devono essere previste quote di spiagge libere e libere con servizi pari almeno al 20%, fermo restando il rispetto della predetta quota del 50%; – dovranno garantire la libera visuale del mare su una porzione di almeno il 50% del litorale e dovranno garantire la presenza di varchi d’accesso all’arenile ogni 300 metri. Intesi, almeno per capirci, i termini lessicali del problema ove il Comune è il soggetto che gestisce e controlla mentre la Federbalneari è l’insieme degli operatori che, ricevendo le concessioni, dovrebbero essere soggetti ai controlli del Comune, quindi controllati, sorge pertanto spontanea una considerazione: è normale che un controllore dia al controllato la facoltà di preparare il documento contenente tutte le norme e regolamentazioni necessarie per assicurarsi la gestione di beni comuni di proprio interesse?”.

“In altre parole – conclude Settanni – è come se un direttore lavori (Comune) ricevuto l’incarico dal committente (Regione) di predisporre un progetto, affidasse la redazione di tale progetto all’impresa (Federbalneari) che dovrà anche realizzare quel progetto, che in tal modo può fare ciò che meglio crede al di fuori della vigilanza del controllore. Pur nella più assoluta certezza della competenza e della buona fede della Federbalneari, lascia quindi desiderare che una giunta sostenuta da una maggioranza in cui vi è una buona rappresentanza di amministratori provenienti dallo specifico settore facciano lobbismo a tutela di interessi di categoria. In tale accordo il conflitto di interesse è talmente evidente da oscurare un’etica amministrativa che naturalmente non può che appartenere al peggior modo di fare politica. Del resto, cosa possono aspettarsi i cittadini di Santa Marinella da una giunta che in tre anni non è mai stata in grado di esaminare ed affrontare la problematica dei varchi al mare disciplinandone l’accesso?”