S. Marinella. Il Prc accusa Bacheca: “Assente alla Conferenza dei Sindaci sul Centro Boggi”

SANTA MARINELLA – Dito puntato contro il Sindaco Bacheca, reo secondo il circolo Prc “Michelangeli-Benedetti” di non essersi presentato venerdì scorso alla Conferenza dei Sindaci sulla situazione del centro per disabili psichici A. Boggi di Santa Severa, convocata da AGUD, l’associazione delle famiglie dei disabili e svoltasi presso il Cmune di Civitavecchia.
Erano presenti, oltre al sindaci di Tolfa e Civitavecchia Land e Tidei, la dott.ssa Matera in rappresentanza della Asl RmF.
“L’assenza di Bacheca – commentano dal Prc- è l’ennesima prova del suo assoluto disinteresse su quanto avviene nell’importante struttura di S. Severa, uno degli esempi più gravi di malasanità regionale. I Sindaci di Allumiere, Tolfa e Civitavecchia hanno inoltre già fatto approvare dai rispettivi consigli una mozione, presentata dal Prc e dai cassaintegrati, con la quale i comuni del distretto F1 della Asl RmF si impegnano a richiedere presso la Regione Lazio la sospensione dell’accredito ad Unisan per la gestione delle strutture ex Anni Verdi. La mozione, protocollata presso l’anagrafe di S. Marinella il 24 dicembre 2012 dal Prc, non è stata né discussa né tantomeno approvata dal nostro consiglio comunale. Il Consigliere regionale del Prc Ivano Peduzzi ha inviato il15 febbraio 2013 all’Ispettorato del lavoro un sollecito a verificare la legittimità della gestione Unisan, che assume personale a progetto e non rispetta l’impegno (preso con la Regioni ed i Sindacati) di riassorbile il personale in cassa integrazione”.
“Dal 2009 la gestione del Consorzio Ri.Rei – proseguono dal Prc – oggi Unisan, ha portato ad un progressivo deterioramento del servizio, come i Nas e le varie denunce alla Procura di Civitavecchia hanno dimostrato. La situazione si è poi ulteriormente aggravata dal 2010, con la messa in cassa integrazione di buona parte del personale, oggi posto in mobilità. Come recentemente affermato dalla Corte dei Conti, l’esternalizzazione di servizi sanitari ha comportato un aggravio di costi per il bilancio della Regione Lazio, oltre che causare un’indebita collusione tra gli affari e la politica. Il ritorno ad una sanità pubblica eviterebbe lo spreco di risorse e soprattutto eviterebbe che certi enti privati continuino a perpetrare sulla pelle dei lavoratori e dei disabili psichici la più sordida delle speculazioni”.