S. Marinella. Dura replica di Sinistra Democratica a Tidei

SANTA MARINELLA – “Tidei, berlusconian-renzian-fascistoide sintomatico”. Così la consigliera Calistri e il Coordinamento di Sinistra Democratica Santa Marinella commentano l’intervento del sindaco dopo la loro fuoriuscita dalla maggioranza.

“Tidei ama personalizzare gli scontri per scappare dal confronto politico e metterla sempre in ‘caciara’ – si legge nella nota di Sinistra Democratica – Il suo linguaggio spesso offensivo e triviale, e la sua abitudine di squalificare e delegittimare i dipendenti comunali che non sono disposti a stare ai suoi diktat, lo rendono molto affine al titolo della nostra replica. E’ uno dei motivi per cui abbiamo più volte pensato di andarcene. Il distacco progressivo del nostro gruppo dalla coalizione si è espresso con l’abbandono dei vari delegati (Tecnologico, Musica, Rapporti Istituzionali col Sindacato, Trasporto Pubblico Locale). La nostra uscita dalla maggioranza è stata una decisione serena e consapevole, in linea con i nostri valori che mai abbiamo inteso svendere. Il sindaco parla di “fallimento” degli altri? Gli ricordiamo che più di una volta è stato sfiduciato, anche a Santa Marinella, e più di una volta ha perso clamorosamente le elezioni (a Civitavecchia, Tolfa ecc.): Crediamo che il vero fallimento sia il suo. Sbagliamo o ci risulta che non abbia mai lavorato e che abbia vissuto sempre e solo di politica? Parla di semi latitanza degli altri? Lui, che trascorre quasi tutta l’estate in Grecia, Egitto, Sardegna ecc…lasciando la città in balia di se stessa nel periodo cruciale dell’anno? Oppure dedica molto del suo tempo ad occuparsi delle faccende politiche di Civitavecchia e dintorni, Porto compreso, come se Santa Marinella fosse solo una piccola parentesi provvisoria e insignificante per lui? Sostiene falsamente che ci sono soldi non spesi ai servizi sociali?”.

“Non risulta a nessuno – prosegue la nota – se non quelli ordinari che vengono da anni spesi sistematicamente per minori, anziani, affitti, ecc..o quelli del Covid, già elargiti o in fase di distribuzione. E se anche ci fossero stati, perché non li ha spesi lui, visto che si sente “l’uomo solo al comando”, che tutto può e tutto sa fare? Non avrebbe mica dovuto chiedere il permesso a qualcuno, lui che intima il servizio sociale di fare come dice lui. SD ha resistito anche troppo in una situazione di mancanza di collegialità nelle decisioni, di maggioranze inutili e pilotate, di incomprensioni e litigi, di fiera della vanità (soprattutto da parte sua), di mancanza di programmazione, di spostamento a destra della coalizione, di ordini di cambi di casacca (a Italia viva) prontamente eseguiti. Siamo rimasti solo per senso di responsabilità e dovere politico nei confronti della città, ma il tentativo di svendere i beni comuni (farmacia comunale, project cimitero e passeggiata) non poteva essere accettato, ed è stata la grande occasione politica che abbiamo atteso per chiudere definitivamente con questa spiacevole esperienza”.