Ladispoli. Il PD: “Wi-Fi indispensabile nelle scuole”

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LADISPOLI – Nel mese di marzo, l’amministrazione comunale prese l’impegno, per voce dell’Assessore all’Ambiente Prato, di sostituire il wi-Fi presente negli edifici pubblici ed, in particolare, nelle scuole del comune di Ladispoli con dei cablaggi che eliminassero un paventato rischio dovuto alla diffusione delle onde elettromagnetiche nelle scuole frequentate dai nostri bambini. Fortunatamente, in seguito alle dimissioni dell’Assessore, sembra che l’amministrazione non abbia più questa tra le sue priorità, anche perché vi sono problematiche ben più urgenti da affrontare, come quelle di natura strutturale di alcuni edifici scolastici o la mancanza di palestre, mense e laboratori.

È però di qualche giorno fa un comunicato con il quale anche la locale sezione del Movimento 5 Stelle chiede tale sostituzione o limitazione ai fini di una supposta “tutela preventiva”.

Premesso che ad oggi l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), avendo compiuto negli anni numerosi studi a riguardo, non ha rilevato alcuna correlazione tra esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici ed insorgenza di cancro, andrebbe precisato come il wi-fi negli istituti scolastici non può più essere considerato come un optional. L’assessore -nel suo intervento-aggiunse di non capire a cosa possa servire il wi-fi nella scuola ed in particolare negli ordini di scuola Materna e Primaria, ma dovrebbe sapere che la didattica è molto cambiata negli ultimi anni; la scuola di oggi non è più quella di un tempo, caratterizzata da lezioni frontali docente-discente. Oggi la scuola si deve adeguare sempre più ad esigenze di apprendimento differenti, in special modo dei bambini con disabilità e disturbi dell’apprendimento. È necessario puntare soprattutto sul coinvolgimento degli alunni utilizzando,qualora sia possibile, dispositivi elettronici adatti ad una generazione che ha ormai persino superato il concetto di “nativo digitale” a favore di quello di “always connected“. Notebook, tablet, proiettori, lim, smart TV sono tutti dispositivi che vengono utilizzati quotidianamente nelle aule (almeno nelle scuole che li possiedono) e sono tutti connessi alla rete Internet senza fili. A partire da quest’anno anche le prove Invalsi si sono svolte computer based. I docenti da qualche anno utilizzano (come da obblighi di legge) il più efficiente registro elettronico su tablet o notebook.A questo aggiungiamo anche come l’enorme quantità di lavoro nelle sottodimensionate (in quanto a personale ed attrezzature) segreterie delle scuole viene ormai svolto unicamente online, così come anche le comunicazioni con le famiglie.

Il Movimento 5 Stelle “a seguito di uno studio della reale situazione attuale all’interno delle scuole” propone di sostituire queste reti wi-fi con dei cablaggi, ignorando ovviamente il maggior pericolo che quest’ultimi potrebbero forse costituire per la sicurezza degli alunni: immaginate il tablet di ciascun alunno collegato con un cavo ad una presa sul muro? dispositivi che oltretutto devono spesso essere passati di banco in banco? o posati sulla cattedra?Cavi liberi che permangono nell’aula anche durante la ricreazione, costituendo pericolo d’inciampo e di schiacciamento? E poi ci rendiamo conto di cosa significa realizzare un cablaggio negli ambienti -non predisposti- dei nostri vetusti istituti? Opere murarie massicce, canalizzazioni, controsoffitti, attività didattica ferma, ma soprattutto spese enormi da sostenere per delle scuole che, per dirne una, non vengono pitturate da decenni!

Non dimentichiamo infine che, al contrario di quanto sostenuto dall’assessore, il wi-fi non può essere eliminato nelle sole scuole materna o primaria in quanto, come egli sa, non esistono più scuole di un solo ordine, ma Istituti Comprensivi che abbracciano tutti gli ordini scolastici, per cui gli effetti positivi (che, ripetiamo, non sono stati dimostrati) di questa eventuale eliminazione sarebbero vanificati dalla presenza del wi-fi nelle aule della scuola secondaria e nelle segreterie presenti nello stesso edificio, senza contare le ormai innumerevoli linee private presenti negli edifici limitrofi.

Nessuno più delle famiglie, dei docenti, dei dirigenti scolastici e del personale in generale ha a cuore la salute dei propri bambini… queste cose lasciatele decidere a chi la scuola la vive.

 

 Prof. Alessio Elia – Responsabile settore Istruzione, Sezione PD Ladispoli