Ladispoli. Il patrocinio del Comune al libro su Graziani scatena la polemica

LADISPOLI – Ancora polemiche a Ladispoli per l’annunciata presentazione del libro “Rodolfo Graziani: il soldato e l’uomo” in programma venerdì 10 dicembre e patrocinata dall’Amministrazione comunale. Dopo l’ANPI, anche PD e Ladispoli Attiva prendono posizione.

“Quello che viene presentato come “un tenero nonno” verso i nipoti – commenta in una nota il circolo cittadino del PD in realtà è stato inserito nel dopoguerra nella lista dei criminali di guerra, lista redatta da una speciale Commissione delle Nazioni Unite. Questo perchè Graziani ha ordinato ai Comandi militari italiani in Africa, negli anni trenta e quaranta, stragi, massacri di popolazione civile, bombardamenti su città e villaggi. Coordinò personalmente gli attacchi alla popolazione civile con gas asfissianti, la fucilazione di prigionieri e il bombardamento di strutture della Croce Rossa: tutte cose proibite dalle Convenzioni internazionali e che resteranno sempre un elemento di disonore e vergogna per la nostra nazione. L’ assessore Milani, nell’annunciare la presentazione del libro ha detto che anche Graziani quando era in famiglia aveva i suoi “momenti di umanità”, facendo l’esempio di Hitler che in fondo “accarezzava e trattava bene i suoi cani”. Riteniamo che chi argomenta in questo modo e porta l’agiografia di un criminale nella Biblioteca della nostra città non possa restare al suo posto. Se questa situazione si protrae la colpa è del sindaco Grando”.

Sulla stessa linea Ladispoli Attiva: “La qualità e lo spessore di una proposta culturale la si vede anche dalla selezione dei contenuti. Per questo riteniamo inaccettabile che venga patrocinato dall’Assessorato alla Cultura un libro dedicato alla subdola riabilitazione e riqualificazione di un gerarca fascista come Graziani. Non ne sussiste né l’esigenza storica, né tantomeno culturale. Anche perché, del resto, ad avvalorare quest’affermazione sono le stesse inequivocabili parole della quarta di copertina del libro: […] “il saggio scopre una figura inedita e ci dà gli strumenti conoscitivi per avere una visione più ampia e neutrale sull’intera esistenza di Graziani. Al lettore la facoltà di scegliere da che parte stare: accusare, assolvere, giustificare, condannare colui che fu il primo generale del regno e maresciallo Italia dai natali borghesi e non aristocratici.” […] Queste sono parole gravi e pericolose, poiché aprono a un revisionismo storico di cui non abbiamo bisogno, che travalica i confini storici e storiografici solitamente ben contestualizzati. È la Storia stessa ad aver deciso da che parte stare e di certo nessuno avverte la necessità di dotarsi di strumenti nuovi per avere addirittura una visione neutrale nei confronti di un assassino, carnefice fascista e criminale di guerra come fu il Graziani. Noi non vogliamo scegliere: abbiamo già scelto da che parte stare; l’Italia lo ha fatto più di settant’anni fa”. “Ladispoli Attiva – prosegue la nota – ritiene pertanto molto grave che a Ladispoli si sia avallato e soprattutto patrocinato la presentazione di un tale libro, trincerandosi dietro la maschera dell’interesse storico e per giunta in una Biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato. Questo tipo di “cultura” non può trovare terreno fertile nel nostro Comune, che fa parte della Repubblica Italiana la cui Costituzione è per sua natura antifascista. Esprimiamo pertanto tutto il nostro dissenso e la nostra più profonda indignazione, perché crediamo che la nostra città meriti una proposta culturale più elevata, più moderna e non inficiata da pericolose e quanto mai inutili nostalgie”.