La Rete sociale di Cerveteri e Ladispoli si appella alle istituzioni: “Servono un confronto e un’azione comune”

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CERVETERI – Lettera pubblica ai sindaci di Cerveteri e Ladispoli, alla Regione Lazio e alla Asl Roma 4 da parte della Rete Sociale di Cerveteri e Ladispoli.

Siamo tornati a scrivere alle Isituzioni pubbliche del nostro distretto sociale di Cereveteri e Ladispoli per fare il punto sullo stato dell’arte delle politiche sociali che ricordiamo, in base alla legge regionale n.11/2016 non dovrebbero più ricadere nelle competenze del singolo comune ma obbligatoriamente sui comuni associati fra loro. A tal proposito rammentiamo la Convenzione che i Sindaci hanno sottoscritto lo scorso anno proprio per consolidare la gestione associata.
I Comuni, per il tramite dell’Ufficio di Piano hanno convocato la prima tornata di tavoli di lavoro sui seguenti temi: disabilità, minori e famiglie, misure di contrasto alla violenza di genere, misure di contrasto alla povertà per l’inclusione sociale, dipendenze.
I tavoli di lavoro e la concertazione sindacale sono gli strumenti operativi previsti dalla normativa vigente per consolidare il rapporto con le istanze provenienti dalle comunità e per condividere gli obiettivi che si intendono raggiungere, utilizzando i fondi a disposizione comunali, regionali e statali e con le leggi di settore, in un unico Bilancio e con un’unica programmazione.
Dai tavoli sono emersi sicuramente dei cambiamenti che vanno nella direzione giusta: volontà di recupero, per quanto possibile, di quota parte dei fondi statali e regionali, disponibilità a sbloccare il progetto “Vannini” per la prevenzione degli abusi ai minori, individuazione di una sede per l’apertura nel Distretto di un servizio per le dipendenze.
Sono emersi però ancora problemi inerenti la “debolezza” della struttura tecnica e amministrativa che deve essere dotata di personale sufficiente e deve avere anche un alto grado di autonomia per rispondere con la dovuta celerità ai bisogni di quelle persone e di quelle famiglie in condizioni di fragilità che non possono in alcun modo essere dilazionati nel tempo.
Facciamo riferimento in particolare modo alle famiglie con persone disabili in condizioni di gravità per le quali ancora non si è riusciti a perfezionare l’iter amministrativo per la concessione degli aiuti previsti e per la realizzazione del centro diurno. A queste famiglie va erogato in tempi certi e rapidi ciò cui hanno diritto e garantita l’istituzione del centro diurno per le disabilità complesse, che ricordiamo essere uno dei livelli essenziali delle prestazioni. Pensiamo che la risposta che si aspettano debba avvenire, senza ulteriori indugi, entro i primi giorni di gennaio. Altre carenze riguardano la non autosufficienza nell’area anziani.
Più in generale va aggiornata la fotografia e la valutazione dei bisogni delle due comunità Così come, soprattutto nell’area delle misure di contrasto alla povertà, in questo periodo di pandemia, c’è bisogno di un forte coordinamento tra le varie realtà associative che si occupano della colletta alimentare, con l’obiettivo di strutturare un metodo di intervento che sappia coniugare trasparenza, professionalità e solidarietà, senza mai dimenticare che bisogna innanzitutto sostenere le persone in un percorso di reinserimento sociale dove possano in autonomia provvedere ai bisogni primari con i propri mezzi economici.
Per la nostra “Rete sociale”, dopo la grande attenzione suscitata dal convegno del 1 dicembre sulla legge 328, e’ indispensabile confrontarsi, affiancare e sostenere l’azione e gli interventi dei servizi pubblici sociali e sociosanitari, compresi quelli della ASL RM4, interventi che richiedono quei processi di integrazione socio- sanitaria non più differibili e più volti richiamati dalla normativa regionale (costituzione di UVM stabili, integrazione tra Piano sociale di zona e il Piano delle attività territoriali del Distretto Sociosanitario.
Siamo alla vigilia dell’inizio del prossimo anno, quando per le nuove disposizioni della Regione Lazio, sarà richiesto ai Comuni e al Distretto socio-sanitario un cambio di passo importante sul piano sociale di zona. La rete sociale intende sostenere questo processo, anche con le proprie capacità progettuali e professionali, svolgere un ruolo attivo, sempre dalla parte dei diritti e dei bisogni delle persone delle nostre comunità”.

Firmatari:
Coop.ve sociali: Cassiaavass, Solidarietà, La Goletta, Luogo Comune.
Associazioni: Animo Onlus, Libera/Presidio Cerveteri-Ladispoli, Humanitas,Centro Solidarietà Cerveteri, Auser Cerveteri, Il Piccolo Fiore, Nuove Frontiere, Habitat per l’autismo, Volontari Ospedalieri/Ladispoli e Volontari Ospedalieri Cerveteri, Euterpe, Associazioni maraa e donne in movimento.