CERVETERI
– Doccia fredda per Comuni e contribuenti. Il Governo ha infatti disposto il pagamento della Tares, in un’unica soluzione, entro la data tassativa del 16 dicembre, contravvenendo a questo previsto dalla risoluzione 9/2013 del Ministero delle Finanze che consentiva ai Comuni di determinare in autonomia la scadenza per il pagamento. E così molti Comuni avevano fissato a fine dicembre o anche a gennaio il termine per il saldo del tributo. Ma proprio nei giorni scorsi lo stesso Mef, con una incredibile giravolta, ha stravolto quanto precedentemente previsto con una nuova risoluzione, la 10/2013, che introduce per l’appunto la scadenza del 16 dicembre. E i comuni sono andati su tutte le furie, sia perché non c’è materialmente il tempo per avvisare in meno di dieci giorni i contribuenti della nuova data, sia perché la risoluzione 9/2013 prevedeva il pagamento con tutte le modalità previste dai servizi elettronici e interbancari, mentre la nuova 10/2013 invece impone il pagamento esclusivamente tramite F24 o bollettino postale da recapitare ai cittadini. “Ancora uno scempio del Governo che invece di dare risposte continua ad usare i Sindaci come esattori, senza rispetto né per i cittadini né per le Istituzioni che li rappresentano” il commento del Vicesindaco di Cerveteri Giuseppe Zito. “Premesso che la quota che si dovrà pagare in quest’ultima tranche non andrà al Comune di Cerveteri bensì direttamente allo Stato, ritengo inaccettabile dover comunicare ai cittadini che la scadenza della Tares dovrà essere diversa da quella riportata negli avvisi di pagamento. Sono circa 15.000 i contribuenti che non hanno ancora pagato la rata destinata allo Stato inviare una comunicazione ad ognuno di essi, oltre ad avere un costo di circa 10mila euro (a carico del Comune di Cerveteri), non sarebbe possibile visti i tempi ristrettissimi. Abbiamo perciò immediatamente provveduto all’affissione di manifesti pubblici per dare massima diffusione alla notizia. Ma va sottolineato che non è possibile tollerare l’arroganza di questo Governo, che impedisce agli Enti locali di avere certezza delle risorse a disposizione. Vorrei ricordare che ad oggi non sappiamo ancora cosa accadrà in merito al pagamento della prima rata dell’Imu sulle prime case, eppure il Governo ha già attinto dalle nostre casse comunali, prelevando i 6 milioni di euro versati dai cittadini di Cerveteri. Di questi 6 milioni, tra l’altro, circa 2 milioni finiranno nel Fondo di Solidarietà creato per aiutare altri Comuni. In altre parole, i cittadini che vivono nei Comuni che hanno avuto una gestione più responsabile e virtuosa, come il Comune di Cerveteri, devono pagare per quelli che sono stati meno oculati. Tutto ciò, oltre ad essere profondamente ingiusto, non ha niente a che vedere con il federalismo fiscale”.







