Celebrazioni 50esimo anniversario Strage di Piazza Fontana, l’ANPI Ladispoli Cerveteri commemora con una conferenza

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CERVETERI – Cinquant’anni fa la “Strage di Piazza Fontana” che sconvolse l’Italia. Anche Ladispoli commemora con una conferenza dell’ANPI. Correva l’anno 1969 e il 12 dicembre per la prima volta in Europa dalla fine della guerra arriva il terrorismo: Milano,  Banca Nazionale dell’Agricoltura, ore 16,30,  esplode una bomba che  provoca 17 morti e 80 feriti. Passerà alla storia come “La strage di Piazza Fontana”. E’ il prologo della “strategia della tensione” durata decenni, accompagnata da “depistaggi, furti di verità, impotenze giudiziarie”. Nel 50esimo anniversario quella strage verrà celebrata con concerti, film, teatro, mostre, convegni, cortei e con il Capo dello Stato Sergio Mattarella che presiederà a Milano un Consiglio Comunale straordinario. La Sezione ANPI Ladispoli – Cerveteri partecipa alla commemorazione con una conferenza aperta al pubblico: Noi e la Storia, “Strage di Stato” che vedrà come relatore il prof. Davide Conti (Consulente presso l’Archivio storico del Senato della Repubblica) e che avrà luogo  a Ladispoli in via Rimini 10 presso la Casa del Popolo, venerdì 13 dicembre alle ore 17. In principio fu Milano e poi  ancora date  di piombo e di sangue a marcare il calendario della storia repubblicana. Ma chi erano le menti e gli autori, di chi la firma criminale su quella prima azione orrenda perpetrata allo scopo di destabilizzare la democrazia? Intanto si può dire a voce alta che i colpevoli non furono gli anarchici. La storia registra che  la bomba micidiale la “mise  un potente gruppo nazifascista  che agiva con la copertura di pezzi deviati dello Stato”.  Grazie ad un testimone che oggi a 78 anni va nelle scuole a raccontare la verità e che all’epoca con mille ostacoli e muri di gomma  offrì la chiave della chiarezza, i neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura vennero rinviati a giudizio per la strage, ma se la cavarono: nell’87 il Tribunale li assolse per insufficienza di prove; successivamente giudicati colpevoli dalla Cassazione nel 2005 ma non più processabili proprio perché assolti per lo stesso reato (Ventura è morto in Argentina nel 2010, Freda è a piede libero). Assolto completamente l’anarchico Pietro Valpreda  che fu il primo indagato per la strage, resta il mistero della “diciottesima vittima” e cioè Giuseppe Pinelli, anche lui anarchico ed ex partigiano: “Morì nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era illegalmente trattenuto (ampiamente scadute le 48 ore di fermo di polizia) per accertamenti. Suicidio e prova di colpevolezza” sentenziarono le cronache ma anche  scetticismo da parte dell’opinione pubblica..  “Alla  triste fine di Pinelli” sono stati dedicati libri, ballate, film e un pannello di 12 metri per tre, opera di  Enrico Baj, una gloria della pittura moderna. Lo eseguì su commissione del Comune di Milano ispirandosi a Guernica, il celebre capolavoro di Pablo Picasso.Il dipinto doveva essere esposto con una cerimonia il 21 maggio del 1972, ma non se ne fece nulla: “il 17 maggio alle ore 9,30 il commissario Luigi Calabresi, coinvolto nelle indagini su Piazza Fontana,  venne assassinato da un sicario sotto casa”, e il quadro ritenuto inopportuno finì in magazzino, relegato nell’oblio. Oggi questo racconto drammatico e intenso torna finalmente alla luce, verrà esposto offrendosi alla lettura di chi ha memoria e delle nuove generazioni, mentre il Sindaco di Milano Beppe Sala pianterà un albero nei pressi della casa di Pinelli. Noi e la Storia “Strage di Stato” è la prima di un ciclo di conferenze che la nostra sezione intende organizzare su temi di attualità e di cultura; venerdì 13 dicembre alla Casa del Popolo dopo la conferenza verrà offerto ai partecipanti un buffet con lo scambio di auguri per le prossime festività natalizie. Sezione ANPI Ladispoli- Cerveteri