SISTEMA INTEGRATO DEI SERVIZI SOCIALI. CAL: DEVE ESSERE salvaguardata l’autonomia dei comuni
“La scelta delle modalità di gestione delle funzioni che la Regione trasferisce ai Comuni, nell’ambito dei servizi sociali integrati, deve essere affidata all’autonomia organizzativa degli stessi Comuni”. È questo uno dei concetti cardine sui quali si basa il parere del Cal sulla proposta di legge 88/13 che disegna un nuovo sistema integrato dei servizi sociali. Il parere è stato illustrato questa mattina, nel corso dell’audizione della settima Commissione consiliare, dal vicepresidente del Cal Lazio Bruno Manzi. “Una volta che la Regione decide di trasferire funzioni agli Enti locali le modalità con cui queste devono essere gestite non possono che spettare agli Enti stessi. Diversamente, si violerebbe la loro autonomia organizzativa” ha precisato Manzi.
“Allo stesso modo anche la valutazione del conseguimento degli obiettivi del responsabile dell’Ufficio di piano non deve essere di competenza della Giunta ma dei Comuni. Quanto alla quota di finanziamento prevista dalla Regione per i singoli Comuni, sarebbe opportuno prevedere incentivi per i Comuni che investono anche risorse proprie nel sistema integrato delle politiche sociali. A fronte quindi di un impegno economico integrativo degli Enti locali rispetto al finanziamento regionale, la legge potrebbe prevedere una forma di “premialità finanziaria” in funzione dell’investimento realizzato”.






