Melaragni, CNA: “Minare alla base la casa delle imprese è un clamoroso autogol”

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VITERBO -“Se si parla di crescita, non si può demolire la casa delle imprese. Oltre a essere un controsenso, è anche una grave penalizzazione per le imprese”. Luigia Melaragni (nella foto), segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, commenta così il decreto legge 90/2014, in conversione alla Camera dei Deputati, in base al quale dal 1° gennaio 2015 il bilancio delle Camere di Commercio sarà ridotto di oltre un terzo.
“Siamo in sintonia con quanto espresso anche da Rete Imprese Italia – dice Melaragni – perché la riorganizzazione che si sta mettendo in atto non consentirebbe l’azione di supporto e valorizzazione delle nostre piccole e medie imprese”. Oltre al bilancio, Rete Imprese Italia mette in evidenza un altro aspetto: “Come riorganizzare le Camere di Commercio e quale attività dovranno svolgere lo si vedrebbe, in seconda battuta – specifica il soggetto unitario di rappresentanza, di cui fa parte CNA -, nel testo del disegno di legge delega, che non è ancora noto”.
“Al momento – spiega la segretaria – resta la sensazione di uno smantellamento della casa delle imprese. Il che significherebbe mettere a repentaglio una serie di servizi fondamentali come il sostegno all’innovazione e all’internazionalizzazione, la partecipazione alle fiere, il contributo per le certificazioni di qualità, le azioni di supporto per facilitare l’accesso al credito”.
La CNA sta elaborando un’indagine congiunturale di prossima divulgazione, il cui focus è proprio su “Le Camere di Commercio e le imprese“. “Un binomio fondamentale – conclude Melaragni -. Per questo riteniamo che minare alla base gli enti camerali sia un clamoroso autogol”.