I tre tipi di costituzione nella tradizione occidentale: dosha pitta

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Fuoco e acqua. Caldo, leggermente oleoso, liquido, così si presenta il dosha pitta.

La sua energia risiede principalmente nello stomaco.

I tipi Pitta hanno una pelle liscia e gli uomini tendono ad una calvizie precoce. Hanno un forte odore corporeo, sono lenti, amano dormire troppo e il loro approccio al sesso è un po’ privo di fantasia; hanno una corporatura incline al grasso e ossatura pesante, i capelli sono spessi e grassi come le loro palpebre.

Il loro metabolismo è elevato digeriscono facilmente ed hanno un buon appetito. I pitta amano i sapori acri, astringenti, dolci e le bevande fresche. La loro temperatura corporea è tendenzialmente calda ed hanno una abbondante traspirazione. Sono dei tipi attivi ma di lavori pesanti è meglio non parlagliene. Acuti, creativi, stabili, ambiziosi con buone qualità da leadership. Amano le cose belle. I sintomi di un suo squilibrio possono essere: cattiva digestione, temperatura del corpo non regolare ed eccessiva traspirazione, vista indebolita, disturbi cutanei, intestino irritato, diarrea, ansia.

La sua dieta dovrebbe essere a base di frutta e verdura fresca cercando di evitare i pomodori che sono riscaldanti come gli oli, le spezie, il sale e l’alcol il troppo sole e i bagni caldi, dannosi perché lo aggravano. Pitta è fluido, e i gusti dolci, amari e astringenti lo alleviano in quanto non contengono l’elemento fuoco. Riso bianco, grano, avena e miglio sono ottimi cereali per pitta ma sarebbe meglio evitare granoturco e riso integrale. Tra i legumi possiamo scegliere tra fagioli rossi, lenticchie rosse e ceci azuki. Asparagi, cetrioli, barbabietole, cavolfiori, cavoli, spinaci, lattuga vanno bene ma verdure come melanzane, patate e pomodori sarebbe meglio non farne uso. In piccole quantità olio d’arachidi, di girasole e di cocco ma evitare olio di mais, di mandorle, di cartamo e di sesamo.

Il ghi è ottimo come il latte di mucca, latte di capra, di soya e yogurt fresco. Per le spezie meglio quelle dolci e quelle che hanno un sapore amaro e rinfrescante: semi di coriandolo, cumino, finocchio, zafferano, menta e non spezie piccanti e pungenti come: chiodi di garofano, pepe di cayenna, zenzero secco, semi di fieno greco. Cocco fresco o secco in piccole quantità cercando di evitare noci, mandorle e anacardi. Come dolcificanti: concentrati di frutta, sciroppo di malto.

Siete dei Pitta? Non vi siete riconosciuti neanche in Vata? Allora vi dò un nuovo appuntamento alla scoperta del tipo Kapha. Namastè.