“Una pagina di storia verso la legalità”

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ROMA – Dopo tanti anni finalmente ascolto in diretta la condanna. E’ difficile esprimere cosa si prova, cosa si sente. La mia prima emozione non la conosco, le lacrime hanno iniziato a scendere e quella Guerriera indomita che è in me , ha guardato verso il cielo salutando, questa volta con un sorriso , i nostri Falcone, Borsellino, Chinnici, Giuliano, Cassarà, Schifani, Traina, Loi. In un attimo mi sono passati avanti anni di vita in cui ho rifiutato di andare in Sicilia, non avevo il desiderio dopo le stragi del 1992, di ritornare a Palermo. Finché un giorno leggo su un libro , le parole di Paolo Borsellino: “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.
Questa frase è speciale, mi fece riflettere a lungo, parla di amore. Amore per una città terrificante nella sua violenza, ma che nasconde tanto amore.

Oggi nella sentenza di primo grado, pronunciata dal Presidente, il Giudice Alfredo Montalto, della Corte d’Assise di Palermo, al termine di un processo, quello della “Trattativa Stato Mafia” sostenuto da tutto il MOVIMENTO AGENDE ROSSE fondato da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, oggi, vengono condannati perché riconosciuti colpevoli del reato all’articolo 338 del codice di penale: quello di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato (queste persone risultano aver intimidito il governo con la promessa di altre bombe e altre stragi se non fosse cessata l’offensiva antimafia dell’esecutivo) , ed i carabinieri del Ros che hanno già tentato di aprire un dialogo con la Cupola, agganciando Massimo Ciancimino e usando il padre Vito come interlocutore, anch’essi condannati – non si salvano pezzi delle Istituzioni – Mori, De Donno e Subranni, ex Ros, vengono anch’essi oggi condannati a 12 anni – sono 8 per De Donno – per i fatti commessi fino al 1993, poiché, con la loro condotta hanno veicolato la minaccia di Cosa nostra fino al cuore dello Stato. Viene condannato a 28 anni Leoluca Bagarella, noto boss mafioso, 12 anni a Marcello Dell’Utri (fondatore di Forza Italia), 12 anni a Antonio Cinà, medico di Totò Riina, 8 anni per calunnia allo stesso Massimo Ciancimino ma per il reato contro l’ex capo della polizia De Gennaro.
Assolto l’ex ministro Mancino, prescritto il reato per Giovanni Brusca (che ha però altri processi da affrontare).

Le parole di Gaspare Mutolo che rivelò gli intrecci tra mafia e politica proprio durante uno degli interrogatori di Paolo Borsellino, trovano dopo tanti anni conferma certa. Troppi anni, troppi uomini onesti dello Stato hanno dovuto pagare il prezzo di questa trattativa e di questo silenzio colpevole.
L’unico Giudice a sostenere fermamente e convintamente che la trattativa vi fosse stata, fu, Ferdinando Imposimato. Egli con sempre rinnovato vigore e la tenacia di chi ha toccato con mano propria la violenza della mafia, non si rassegnò mai e credeva in questo giorno.

Le Agende Rosse da quasi 10 anni si battono sostenendo il lavoro, il sacrificio, l’impegno di alcuni Magistrati, per farsì che il processo Trattativa, questo processo, abbia un riconoscimento ufficiale proprio nel fatto che quella trattativa ci fu, in questi anni di dubbi ne abbiamo ascoltati tanti, ed oggi, desidero per prima cosa ringraziare i PM Di Matteo, Tartaglia, Teresi e Del Bene a nome del gruppo che coordino.
Sul nostro territorio, le Agende Rosse il gruppo Rita Atria Claudio Traina Lazio Roma, erano recentemente intervenute presso la scuola IC Corrado Melone, addirittura con la presenza dello stesso Salvatore Borsellino, che qui affermava che:” la trattativa tra Stato e Mafia vi fu’. Stavolta “non si aggiusta” niente.

Questa è la verità, una verità sostenuta dal Movimento Agende Rosse, da ogni AGENDA ROSSA ALZATA AL CIELO, una verità taciuta per oltre 20 anni che viene ora offerta agli italiani che non la conoscevano, che non credevano che la GIUSTIZIA possa trovare la strada, una strada certamente intrisa di pericoli e devianze, ma che nasce ruscello, ed oggi sfocia a mare come fiume.
Una nuova pagina di storia per i nostri ragazzi da studiare anche e come fosse l’ultimo giorno di scuola, augurandomi che quella campanella sia il segnale, per loro, che accenda il nostro paese di Legalità.

 

Francesca TotoAgende Rosse Lazio Roma

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