“Un passo avanti e non un passo indietro contro la violenza di genere”

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CIVITAVECCHIA – La violenza sulle donne è ancora e sopratutto oggi un problema sociale di proporzioni mondiali.
Noi abbiamo il compito e la responsabilità affinchè il flagello della violenza di genere venga debellato, con la forte convinzione che solo i paesi che combattono gli abusi contro le donne figurano di diritto nelle società più avanzate.
Noi tutti ci dobbiamo sempre più impegnare affinchè la violenza venga vinta, nella ferrea convinzione che le donne sono una grande risorsa sociale, solo quando ne vengono rispettati i diritti e la dignità.
Il nostro è un forte appello contro la violenza di genere sotto tutti gli aspetti, che purtroppo sembra essere il tratto di dominio e di incapacità nel riconoscere la dignità dell’altra persona.
Gli anni ’70 furono il periodo culmine delle lotte di genere nella conquista di diritti dedicati che oggi ci sono ancora e per fortuna un punto di forza. Rispetto a quasi 50 anni fa sembra si sia fatto un preoccupante passo indietro.
Sopratutto in questi ultimi anni bui, sottolineati ed impoveriti nella dignità ripetto a poliche di recessione, inarrestabile crisi economica, disattenzione verso il welfare, assottigliamento del potere economico individuale ed inarrestabile emorragia di posti di lavoro, si sono intensificati fenomeni di violenza di genere anche e sopratutto dentro le mura domestiche.
Un prezioso strumento di sostegno contro la violenza di genere, molestie sessuali, stalking etc, è il centro Antiviolenza, luogo atto alla prima accoglienza ed all’ascolto di donne vittime di questi abusi.
Con il prezioso apporto di personale qualificato e con il fondamentale contributo economico di fondi e risorse pubbliche provenienti dalle istituzioni, questi centri dovrebbero aprire ovunque.
La Cgil da sempre sensibile a queste tematiche complesse e delicate, sostiene non solo il proliferare di questi centri antiviolenza ma farà di tutto per evitare che quei pochi centri aperti,ad oggi insufficenti ad accogliere la domanda purtroppo in aumento chiudano i battenti per sempre causa la mancanza di fondi o scadenze di bandi di assegnazione.
Solo pochi anni fù inaugurato un centro antiviolenze a Viterbo ed ora lo stesso rischia la chiusura definitiva.
Siamo giornalmente testimoni, attraverso i media, di atti di violenza inaudita a spesa delle donne è la risposta sociale non può essere decimare questi importanti luoghi di prima accoglienza come i centri antiviolenza e antistolking, ma la risposta più idonea è incrementare la loro presenza sui territori con il supporto ed il sostegno di tutte le istituzioni competenti che avremo modo di incontrare e di sensibilizzare riguardo questo argomento.

Anna Lorena Fantini – Coordinamento Donne CGIl Roma Nord Civitavecchia Viterbo

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