“Simona Ricotti si scusi con Luciani”

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CIVITAVECCHIA – Come lavoratori portuali ci sentiamo profondamente offesi per le accuse che la Sig.ra Ricotti ha pubblicamente rivolto al nostro Presidente Enrico Luciani e quindi a noi, in quanto il Presidente Luciani è espressione di una votazione unanime oltre ad essere il massimo rappresentante della nostra organizzazione di lavoro, durante la Marcia della Salute svoltasi venerdì 22 gennaio.
Additato dalla sig.ra Ricotti come venduto!! Lui!! Solo per non aver permesso a nessuno di svolgere il nostro lavoro, ovvero scaricare il carbone, così come facevano i lavoratori già dal 1897 cioè dalla nascita della Compagnia Portuale.
Venduto lui!!! Lui che nei 15 anni di guida della nostra organizzazione ha creato nuova occupazione e mantenuto la nostra dignità, garantendoci sempre un salario solido e dignitoso, anche nei momenti più bui di questa lunghissima crisi e senza mai richiedere aiuti di stato anche ove maturati.
Ma è proprio sicura la Sig.ra Ricotti dell’accusa lanciata durante un’iniziativa pubblica e aperta?
Forse non ha gradito la nostra presenza, perché Noi siamo COERENTI con il nostro lavoro, ma anche con le nostre scelte, infatti proprio come abbiamo partecipato alla marcia dei giorni scorsi, abbiamo partecipato, in massa, anche ai Consigli Comunali dove si discuteva della trasformazione della Centrale, manifestando la nostra contrarietà.
Forse è proprio questo che manca alla Sig.ra Ricotti …. la coerenza.
E mentre i nostri concittadini e familiari si ammalano continuamente, lei che si è sempre battuta il petto come ambientalista patentata, oggi attacca i portuali attraverso il suo massimo rappresentante, sembra quasi per deviare l’opinione pubblica creando un finto capro espiatorio, ben sapendo che il sindaco che lei appoggia e difende così strenuamente, ha gli strumenti per rendere inoffensiva definitivamente la centrale a carbone, ma che invece di far questo, continua a chiudere accordi con l’Enel, accordi che loro stessi, in tutte le sedi, prima di salire al Pincio, affermavano essere “sporchi di sangue”.
Sicura che i venduti siamo noi ed il nostro Presidente?
Nel frattempo invitiamo la Sig.ra Ricotti a presentare le proprie scuse pubblicamente al nostro Presidente e quindi anche a noi.
Altrimenti saranno i portuali stessi ad agire nelle sedi opportune.

I lavoratori della Compagnia portuali

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