“Se l’aria è inquinata così, figuriamoci con 4,5 tonnellate di carbone!”

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1064Nella diretta da Civitavecchia di RAI 3, Ambiente Italia, ancora una volta l’ing. Arrighi ha suonato quello che i ragazzi di TNT-Arci hanno definito un disco stonato. Lo spazio riservato al dirigente Enel, che parlava dal suo studio tranquillo, è da considerare sprecato: molte bugie e una novità sensazionale che dà ragione a chi teme il carbone. Se infatti è vero quello che Arrighi ha detto, che cioè a motori spenti quest’aria era ugualmente satura di polveri sottili, chi è quel pazzo che vorrà aggiungere in una tale situazione la combustione di 4,5 milioni di tonnellate di carbone?

Alcuni dipendenti Enel favorevoli alla riconversione a carbone presenti tra noi si sono lamentati per non aver potuto parlare; Mauro Cosimi ci ha provato, ha detto in sostanza il suo pensiero, poi i presenti hanno mostrato rumorosamente il loro dissenso.

Ci spiace per il buon Mauro e per i suoi sodali. Però osserviamo che una trasmissione che tratta della difesa dell’ambiente non è propriamente il luogo per difendere una scelta così violentemente pericolosa per l’ambiente e la salute: o vogliamo negare che le centrali, tutte, e quelle enormi ancora di più, degradano pesantemente la terra, l’aria, i fiumi, i mari?

D’altra parte, in questa vertenza civile l’Enel, controparte dei cittadini, usufruisce di mezzi mediatici enormi e di lobby politiche invidiabili. Un decreto sbloccacentrali è stato voluto per semplificare tutti i passaggi burocratici; un comma della finanziaria tenta di sgombrare il cammino dal verdetto di un tribunale; una Commissione del Ministero dell’ambiente è stata quasi interamente rinnovata ad hoc… Che volete di più? Paginoni e titoloni sui giornali (nove colonne in prima pagina su Il Tempo, per ben due volte: neppure la Madonnina!). Trasmissioni televisive, megaconcerti mai visti prima d’ora, inauditi regali alla città, una squadra di pallanuoto, ecc. Tutte cose che “agevolano” la faccenda. E fa pure rabbia pensare che quei denari sono i nostri: di noi che ci ammaliamo, di noi che moriamo…

A fronte di ciò, i cittadini no-coke si battono soltanto con le loro nude mani: mani ansiose, mani spaventate, mani ricche solo degli argomenti che la scienza ormai fornisce senza ambiguità, ma che orecchie ottuse non vogliono ascoltare. Affiggere un manifesto significa per noi pagare di persona. Ogni azione, ogni scritto, ogni costo viene affrontato per un ideale. Convinti che il lavoro qui a Civitavecchia può e quindi deve cambiare, ci battiamo anche per il lavoro. O qualcuno pensa che i giovani non desiderino una sana occupazione? Ebbene, sia chiaro, noi siamo convinti che la presenza delle magacentrali offra un saldo finale in rosso anche per quanto attiene all’occupazione: è più quello che si toglie che quello che si dà.

Mario Dei Giudici – Portavoce PerCivitavecchia

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