“Ricordare Venanzi, praticare il socialismo”

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CIVITAVECCHIA – Apprendo solo ora della scomparsa di Mario Venanzi. Sono giunto a Civitavecchia relativamente tardi e non ho vissuto la sua stagione politica che ricostruisco grazie ai racconti di lavorò con lui, dentro e fuori il PSI. La cifra di questa “ricostruzione” è quella di un socialista che, autenticamente, indicava il “sol dell’avvenire”. Lo fece favorendo la nascita della centrale di Torre Valdaliga Nord, scegliendo, come sindaco, con la sua maggioranza di governo, un destino industriale per Civitavecchia. Erano quelli gli anni in cui “industrializzare” era la via principale per raggiungere la giustizia sociale, attraverso la creazione di lavoro. Col senno di poi, avendo noi pagato quella scelta in termini ambientali e di subalternità all’Enel, possiamo dire che non fu una buona scelta. L’industria, quella vera, non è mai arrivata, complice una classe politica che più passavano gli anni più si deteriorava ed un tessuto economico ancorato al nanismo.
Ciò non toglie che Venanzi fu uomo dalla visone politica ed amministrativa enorme. Un esempio per chiunque aspiri a guidare la nostra città.
Il modo migliore per onorane la memoria non è quello di piangere, semplicemente, l’ennesimo socialista deceduto per poi dimenticarsene cinque minuti dopo, bensì quello di pensare coerentemente e concretamente al destino della nostra città.
Far emergere forze nuove che abbiano al centro della loro azione le categorie di libertà e giustizia sociale. Mario Venanzi lo si onora ricordandolo, ma sopratutto praticando il socialismo. Oggi.

Mario Michele Pascale – Psi Civitavecchia e Presidente Associazione Spartaco

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