“Prima di pensare al Mercato del gusto, preoccupoamoci di quello in Piazza Regina Margherita”

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CIVITAVECCHIA – So di essere impopolare, ma l’apertura del Villaggio del gusto a Civitavecchia non suscita in me particolare entusiasmo.
Che si vogliano promuovere le eccellenze locali ed esaltare il chilometro zero va benissimo; Confcommercio è sicuramente per la concorrenza leale, però un primo dubbio mi viene confrontando tale mercato a quello di piazza Regina Margherita.
Abbandonato a se stesso, devastato nella sua capacità di essere sistema commerciale naturale, sarebbe stato l’ideale (non fosse che dopo 4 anni ancora non se ne vede fine), nell’ipotesi di un pacchetto denominato “le vie dello shopping e delle eccellenze alimentari”.
Ma come al solito decenni di chiacchiere non hanno portato a niente e il mercato – con tutto il sistema distributivo civitavecchiese – si trova davanti ad un “villaggio” in stretta concorrenza.
La speranza è che comunque vi siano regole comuni a quelle degli ambulanti del mercato di piazza Regina Margherita: che paghino occupazione di suolo pubblico e relative concessioni; che siano soggetti al rispetto delle normative igienico-sanitarie per il trattamento e la conservazione degli alimenti, che rispettino le normative fiscali.
In una parola, la speranza è che il Villaggio del gusto non diventi una forma di concorrenza sleale nei confronti di altre forme di commercio.
Va dato atto al presidente Monti di aver recepito alcune esigenze, però in tutta sincerità l’attenzione data al Villaggio e i tempi brevi per la sua creazione non hanno riscontro per il commercio cittadino.
Forse ipotizzare le vie dello shopping e abbinarlo a progetti culturali avrebbe potuto contribuire allo sviluppo del settore, con una politica degli eventi legata ad alcuni momenti specifici (vedi saldi). Ma la programmazione per un settore come quello del terziario non fa parte del dna della politica.

Tullio Nunzi

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